Damiano Caruso conclude la sua ultima partecipazione al Giro d’Italia con un riconoscimento prestigioso e meritato: il premio di Supercombattivo della Corsa Rosa, che esalta coraggio, iniziativa e spirito di sacrificio lungo l’intero arco delle tre settimane. Un trofeo che suggella una carriera di altissimo profilo, segnata da dedizione, tenacia e classe, confermandolo tra i corridori italiani più apprezzati dell’ultimo decennio.

Il ragusano, che ha già annunciato il ritiro dal professionismo alla fine della stagione 2026, ha lasciato un’impronta profonda in questa edizione del Giro, interpretando ogni tappa da vero capitano e instancabile uomo squadra. A 38 anni, il veterano ha chiuso la corsa al nono posto della classifica generale, risultando il secondo italiano meglio piazzato, alle spalle di Davide Piganzoli.

Momenti chiave della sua storia al Giro d’Italia:

- Secondo posto assoluto (2021): l’apice nei Grandi Giri, costruito con regolarità impressionante e notevole maturità tattica, alle spalle di Egan Bernal.

- Vittoria sull’Alpe Motta (2021): trionfo nella ventesima tappa, coronato da un attacco audace che ha emozionato milioni di tifosi.