La cronacaLa tappa si anima sin dai primi metri, con continui scatti e contro scatti per provare a centrare la fuga giusta. La situazione si stabilizza poco prima della fine del Gpm di Cocca Lodrino, dove si congiungono due gruppi di fuggitivi per un totale di 29 atleti. Nemmeno il tempo di unirsi, che a 1000 metri dallo scollinamento allunga Cavagna, forse temendo di "saltare" a causa di un aumento del ritmo. Il classe '95 passa in testa al Gpm e poi continua la propria azione, arrivando anche a 2'33" di vantaggio.Tuttavia, nel lungo tratto di falsopiano i 27 alle sue spalle trovano un accordo e recuperano secondo dopo secondo, raggiungendolo poco prima del traguardo volante di Roncone vinto da Jhonatan Narvaez (-58 dall'arrivo). Nei 50 chilometri finali non c'è un metro di pianura e i continui saliscendi invogliano molti ad attaccare. I primi a provarci sono Valgren, Lopez, Garofoli e Caruso, a cui si uniscono in un secondo momento Leknessund, Vlasov, Arrieta, Rubio, Van Dijke e de la Cruz. Ancora una volta niente da fare per un commovente Ciccone, alla disperata ricerca di un successo di tappa. L'abruzzese fa parte dei 29 ma non riesce a cogliere l'attimo per inserirsi anche nel gruppetto che si va a giocare il successo. Sulla salita di Andalo-Lever (8,3km al 3,2%), il primo a prendere l'iniziativa è Caruso. Il siciliano non aspetta nemmeno un metro, si alza sui pedali e con due scatti mette in fila tutti gli altri. Il più pimpante è il colombiano della Movistar Rubio, che al terzo tentativo (-17 dall'arrivo) riesce a prendere il largo insieme a Valgren e Arrieta. Quest'ultimo però resiste poco sulle ruote del danese e del colombiano e viene raggiunto dal terzetto formato da Caruso, Vlasov e Leknessund. I quattro riescono a rientrare solo a 1500 metri dall'arrivo, ma poco prima del triangolo rosso dell'ultimo chilometro Valgren piazza la stoccata vincente.