Nel giorno in cui Jonas Vingegaard decide di tirare un po' i remi in barca e si limita a controllare con la Visma le eventuali sorprese degli avversari più pericolosi per la sua maglia rosa, il Giro d'Italia si anima con una tappa ricca di scatti e fughe sui vivaci 202 chilometri della 17ma tappa tra Cassano d'Adda e Andalo. Alla fine, la vittoria la conquista Michael Valgren, scaltro ad allungare a 500 metri dal traguardo per avere la meglio sui due compagni di fuga: il norvegese Andreas Leknessund e l'italiano Damiano Caruso.

DANESE A 34 anni il danese sta vivendo una delle sue migliori stagioni in carriera, potendo contare sulla Amstel Gold Race 2026 e du una tappa della Tirreno-Adriatico. Quindi terzo successo in pochi mesi per Valgren dopo anni funestati da una serie di problemi fisici. Ha vinto grazie alla strategia adottata per tutto il percorso: bravo a preservare le energie nel corso dei numerosi tentativi di fuga che, però, lo hanno sempre visto nelle prime posizioni senza strafare e a piazzare l'azione vincente quando il traguardo era ormai a vista. Poco hanno potuto Leknessund, arrivato a 3'', e Caruso che, distaccato di 6'', grazie a questo piazzamento risale al nono posto in classifica generale. IL FIGLIO «Avevo con me un Pokeball nel taschino, mi ha portato fortuna, è l'amuleto di mio figlio», ha raccontato Valgren che poco prima dell'arrivo ha tirato fuori dal taschino la figurina mostrandola a tutti. «Pensavo di essere battuto allo sprint, quindi ho attaccato - ha poi spiegato il danese - Ero davvero al limite, e per fortuna la tappa non era 500 metri più lunga. Mi mancava vincere una frazione in un Grande Giro e sono contento di esserci riuscito in Italia dove ho raccolto la maggior parte delle mie vittorie». Ora il Giro arriva a Nordest. Su quelle montagne che in altre edizioni hanno deciso il podio. Quest’anno tutto lascia intendere che i giochi siano già fatti. Con un solo dominatore, che nelle prossime tre tappe dovrà solo controllare la corsa e magari confermare lo strapotere con un’altra vittoria. In classifica generale la maglia rosa resta infatti saldamente sulle spalle di Vingegaard, che ha 4'03'' di vantaggio su Felix Gall e 4'27'' su Thymen Arensman. Primo degli italiano è Davide Piganzoli a 7'57''.LA TAPPA Solo il fuoriclasse danese può perdere un giro già ipotecato. Senza rivali. Oggi la tappa da Fai della Paganella a Pieve di Soligo, che segna l’ingresso in Veneto. Si tratta di 171 chilometri con un dislivello di 2050 metri. Si parte subito con un saliscendi che congiunge la valle dell'Adige con quella del Brenta e la salita di Civezzano; poi in discesa fino a Primolano. Breve salita delle Scale di Primolano per entrare nella valle del Piave. Dopo Valdobbiadene, ci sono le brevi salite di Combai, Tarzo e Ca' del Poggio a 9 km dall'arrivo prima del traguardo di Pieve di Soligo. Gli ultimi chilometri sono in leggera discesa con due curve negli ultimi 1000 metri prima del rettilineo d'arrivo di 300 m in leggera salita.