Prospettive confuse, negoziati inconcludenti. Mentre tutti si aspettavano in settimana la firma dell’accordo di pace fra Iran e Stati Uniti, le trattative non solo non si sbloccano ma si complicano ed aggravano la crisi economica, soprattutto in Europa. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Povera America in balia di Trump e dei pasdaran, è la considerazione che rimbalza fra le capitali europee e dei paesi occidentali. Impantanata in tutto, in negoziati impossibili, nel labirinto dello stretto di Hormuz, nell’effetto domino dell’economia mondiale, l’amministrazione americana e il Pentagono attendono da settimane una decisione del tycoon: attaccare o siglare un accordicchio con Teheran, che lascia irrisolta la questione nucleare e riapre con molte incognite Hormuz? Una farsa che farebbe cantare vittoria agli ayatollah.
Più indeciso del solito, Trump ha autorizzato, per la seconda volta in tre giorni, soltanto dei raid per distruggere questa volta una base iraniana nei pressi di Bandar Abbas utilizzata per lanciare droni sullo stretto di Hormuz. Solo che ai pasdaran non è parso vero di alzare la tensione e “per rappresaglia” hanno annunciato di aver colpito una base aerea statunitense, senza specificare quale. Attacco indirettamente confermato dal Kuwait, che ospita una delle basi Usa in Medio Oriente, che ha dichiarato di aver neutralizzato attacchi di missili e droni iraniani.













