La guerra in Medio Oriente potrebbe avvicinarsi a una svolta diplomatica, secondo gli Stati Uniti. Washington e Teheran avrebbero infatti raggiunto «un accordo di principio» per riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare un percorso negoziale sul programma nucleare iraniano. A riferirlo è il New York Times, che cita fonti dell’amministrazione americana secondo cui l’intesa definitiva potrebbe richiedere ancora diversi giorni di trattative.
Il possibile accordo prevederebbe la riapertura della principale rotta energetica mondiale e l’impegno dell’Iran a disfarsi dell’uranio altamente arricchito, anche se restano aperti i nodi sulle modalità concrete e sui tempi. Donald Trump, che nelle ultime settimane aveva alternato minacce di nuovi bombardamenti a dichiarazioni ottimistiche sui negoziati, ha confermato che «le parti hanno in larga misura negoziato un memorandum relativo alla pace», pur invitando i suoi emissari «a non avere fretta».
Lo Stretto di Hormuz resta il vero centro della crisi. Prima dello scoppio del conflitto, circa il venti per cento delle forniture mondiali di petrolio e gas transitava da quel corridoio marittimo. Da settimane, però, la rotta è di fatto paralizzata: tra millecinquecento e duemila navi risultano bloccate nel Golfo Persico, mentre il prezzo dei carburanti continua a salire in tutto il mondo. Negli Stati Uniti la benzina ha già superato in media i 4,5 dollari al gallone.














