«Un accordo è stato ampiamente negoziato, in attesa di finalizzazione, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell'Iran e i vari altri Paesi... Gli aspetti finali e i dettagli dell'accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve». Donald Trump ha annunciato su Truth la svolta nel braccio di ferro tra Usa e Iran: «Mi trovo nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove abbiamo appena avuto un'ottima conversazione telefonica» riguardo «alla Repubblica Islamica dell'Iran e a tutte le questioni relative a un memorandum d'Intesa sulla PACE», scrive elencando i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Egitto, Giordania, Bahrein, oltre al capo dell'esercito pakistano.

«Separatamente, ho avuto una conversazione telefonica con il Primo Ministro israeliano Bibi Netanyahu, che, analogamente, è andata molto bene», prosegue, annunciando che «verrà aperto lo Stretto di Hormuz».

Da Teheran, come ormai da copione, arriva la frenata: secondo l'ultimo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe sotto la gestione dell'Iran. L'agenzia ha respinto l'annuncio del presidente statunitense definendolo «incompleto e incoerente con la realtà».