Vigevano (Pavia), dal nostro inviato – Fare soldi, per fare soldi, per fare soldi, scriveva Giorgio Bocca nel 1962, calato a Vigevano su mandato del direttore del Giorno Italo Pietra per dar voce alla provincia italiana. Un capolavoro per raccontare un miracolo, quello economico italiano. Dimenticate tutto: quella Vigevano non esiste più, e nessuno qui nella periferia del profondo Nord crede più ai miracoli né, verrebbe da dire, ha troppe certezze: chi gliele dà, parlando alla pancia di una provincia dove ormai regnano rabbia e frustrazione, anche e forse soprattutto con chi viene da fuori, viene premiato alle urne.
Piazza Ducale a Vigevano
Comunque la si giri, è così. La Lega ci ha campato alla grande vent’anni, salvo poi finire con un testacoda: l’ultima sbandata la decisione di candidare due islamici, Ibrahim Hussein, portavoce storico della comunità musulmana, e Hagar Haggag, studentessa di scienze politiche. L’idea pare fosse quella di attirare simpatie da quell’elettorato, salvo incassare strali (quasi immediati) da Salvini e dilapidare uno strapotere elettorale che andava avanti da due decenni: i ’santini’ elettorali in arabo con invocazioni ad Allah accanto ad Alberto da Giussano non hanno evidentemente aiutato.














