Via Bellerio azzera il direttivo pavese per il flop di Vigevano: Centinaio commissario
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"Inimmaginabile". L'aggettivo risuona tra il quartier generale di via Bellerio e la sede di Pavia, nella tranquilla via Franchi.A neanche 24 ore dallo spoglio, e dallo smacco di Vigevano - dove è rimasta fuori dal ballottaggio ed è stata superata dal candidato di Roberto Vannacci - la Lega Lombarda manda a casa il segretario provinciale Jacopo Vignati, azzera l'intero direttivo e affida la conduzione del partito alla guida di Gianmarco Centinaio (foto sotto), vicepresidente del Senato.No, non era immaginabile che il Carroccio uscisse di scena così proprio in una piazza simbolo del suo orizzonte politico, quella cittadina operosa nel cuore della "Padania", un tempo gloria del manifatturiero italiano e da anni roccaforte politica dei "lumbard" e dell'intero centrodestra. E non era immaginabile che proprio qui, nel profondo Nord, candidasse non tanto due musulmani, o due "stranieri", ma due musulmani che - tra il velo e invocazioni ad Allah - parevano il perfetto ritratto di quell'islam politico che, secondo il Carroccio di Matteo Salvini, rappresenta un problema per la democrazia e per l'integrazione stessa."Noi abbiamo anche un sindaco di fede musulmana, in provincia di Vicenza, che ha sposato perfettamente i nostri valori - spiega il segretario lombardo, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo (foto sopra) - il punto non è questo, nel caso di Vigevano si trattava di figure in totale contrasto con la linea del movimento, figure che hanno arrecato un danno d'immagine al partito anche a livello nazionale".La sera stessa del voto, ovviamente, saltava agli occhi di tutti il piccolo grande exploit del candidato locale di Vannacci: Furio Suvilla, avvocato ex leghista sostenuto da due liste, una civica ferma all'1,8% e una ("Vigevano futura") che è arrivata all'11,6% evocando fin dal nome il movimento del generale-spina nel fianco, che quattro mesi fa ha abbandonato la Lega, il recalcitrante partito con cui era stato eletto eurodeputato e di cui è stato anche vicesegretario per circa un anno, fino a febbraio, con grande irritazione soprattutto della vecchia guarda bossiana lombarda.Eppure, il problema non è stato solo il "sorpasso" in sé, o il mezzo flop del candidato leghista, ma piuttosto le scelte "inimmaginabili" che hanno propiziato questo smacco.La nota del partito che sancisce l'"esonero" del segretario pavese, Jacopo Vignati, è chiarissima: il commissariamento arriva dopo aver constatato che le scelte politiche sulla composizione della lista elettorale del Comune di Vigevano "hanno prodotto effetti lesivi per l'immagine del movimento", "arrecando un evidente danno politico" "non circoscritte al solo ambito locale, ma estese al livello regionale e nazionale". La lista - secondo via Bellerio - è stata redatta "con imperizia, superficialità e in totale contrasto con la linea politica del movimento". Ed è chiaro che una proposta elettorale di quel tipo - fanno notare in via Bellerio - ha anche "dato fiato alle trombe di Vannacci".L'intervento della segreteria lombarda - fanno notare - era prevedibile, ed è stato rimandato a dopo il voto "per rispetto del candidato sindaco e degli altri candidati".














