Le elezioni comunali a Vigevano segnano il successo della lista di Roberto Vannacci, che con Furio Suvilla conquista il 14% dei voti inserendosi nella crisi della Lega. Mentre il centrosinistra va al ballottaggio con Forza Italia, l’ex generale accelera sulla strutturazione del partito in Lombardia e lancia la sfida al governo in vista delle politiche.
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Se le elezioni comunali del 2026 hanno regalato al centrodestra di governo ampie praterie di esultanza a Venezia e Reggio Calabria, c'è un laboratorio politico in Lombardia che rischia di agitare i sonni dei leader della maggioranza. Nella storica roccaforte leghista di Vigevano, l'ex capitale delle calzature, le urne amministrative hanno emesso un verdetto clamoroso: il "Fattore Vannacci" non è più solo una proiezione virtuale dei sondaggi, ma una realtà capace di scardinare gli equilibri territoriali. Qui, la lista Futuro Nazionale (rappresentata localmente dal simbolo "Vigevano Futura") ha infatti letteralmente sbancato, portando il candidato sindaco Furio Suvilla (un fuoriuscito dal Carroccio) a sfiorare il 14% dei consensi. Un exploit balistico se si pensa che sei anni fa lo stesso Suvilla si era fermato a un modesto 6%. Forte dell'appoggio esplicito dell'eurodeputato Roberto Vannacci, venuto di persona a tirare la volata con un infuocato comizio incentrato su sicurezza e identità, il neonato movimento ha drenato voti proprio dal bacino della Lega, che in città governava ininterrottamente da ben venticinquattro anni.










