VIGEVANO Forse non un segnale nazionale, ma sicuramente un indizio. L’exploit di Furio Suvilla, candidato sindaco di Vigevano sostenuto (senza simbolo) da Roberto Vannacci, getta un piccolo seme di inquietudine tra i partiti di governo. Nella città ducale, roccaforte leghista, la lista “Vigevano Futura” conquista il 12 per cento delle preferenze, superando il Carroccio(9,6 per cento) e Fratelli d’Italia (11,40 per cento). Lorenzo Pregliasco, direttore di Youtrend, cosa ci dice questo risultato sulla tenuta del centrodestra nazionale? «Bisogna sempre essere cauti nel trarre conclusioni generali da un singolo caso locale. Penso che questo risultato in doppia cifra risenta molto del contesto comunale e vada ridimensionato. Tuttavia, è l'indubbia testimonianza che esiste uno spazio di alternativa a destra. C’è un elettorato che può prendere in considerazione un voto diverso da quello del classico centrodestra». Vannacci sta erodendo consensi alla Lega? «Sì, potenzialmente è così, e lo vediamo anche nei sondaggi nazionali. Oggi “Futuro Nazionale” viene stimato tra il 3 e il 4 per cento, e almeno la metà di questi voti arriva da Lega e Fratelli d'Italia. A livello locale tutto è più fluido per via delle liste civiche, ma l’area di provenienza è chiaramente quella dei due partiti più a destra della maggioranza. A questo si aggiunge la capacità di intercettare il voto “non allineato”: l’elettorato arrabbiato, i sovranisti, gli astensionisti, gli ex Movimento 5 Stelle o l’area che faceva riferimento a Marco Rizzo. Il crollo di un candidato come Massimo Lovati, rimasto sotto l’1 per cento nonostante la grande esposizione televisiva, si spiega probabilmente così: quella fetta di elettorato si è spostata sul candidato sostenuto da Vannacci». Quali sono i tasti che Vannacci sta toccando con maggiore efficacia per fare breccia in questo elettorato? «A Vigevano c'è stato un focus sui temi del degrado e della sicurezza. Sono argomenti a cui l’elettorato di destra è storicamente molto sensibile e su cui è possibile fare un’opposizione “da destra” ai partiti tradizionali. Accanto a questo, i pilastri sono l’immigrazione e la critica euroscettica. Si tratta degli stessi identici motori che hanno alimentato la crescita della Lega prima e di Fratelli d’Italia poi, ma che oggi i partiti di governo, per ovvi motivi istituzionali, non possono più cavalcare con la stessa forza e credibilità». In questi giorni esponenti di partiti di maggioranza, in Lombardia e a Roma, stanno passando con Vannacci. Durerà questa “emorragia”? «Il rischio principale per Vannacci è quello di non reggere sulla lunga distanza. Non sappiamo quale sarà la sua visibilità mediatica nei prossimi mesi. Inoltre, quando si arriverà alle elezioni politiche, l’elettorato di centrodestra potrebbe decidere di rientrare nei ranghi ed evitare la dispersione. Sono tutte variabili decisive che peseranno sulle reali prospettive future del movimento».