VIGEVANO. Roberto Vannacci, unico leader nazionale di partito che è arrivato a Vigevano per la campagna elettorale, evidentemente ha lasciato il segno. E nella sede elettorale del candidato sindaco Furio Suvilla, proprio di fronte al municipio, sono almeno in due a gongolare: lui, l’ex assessore leghista candidato sindaco, e Luca Sforzini, il plenipotenziario di Vannacci e gestore del laboratorio politico di Castel Ponzano. Sulla Provincia pavese in edicola i risultati, per preferenze, le interviste A quest’ultimo l’aria di Vigevano fa bene: nel 2000, con Vercesi e un manipolo di persone poco conosciute, riuscì a entrare in consiglio comunale con una civica costruita in 20 giorni. Questa volta, invece, ha amplificato notevolmente l’elettorato della coalizione, che comprende Vigevano Futura e Lombardia Democratica. Alla fine, se i dati provvisori saranno confermati, saranno più di tremila i vigevanesi che hanno votato per Suvilla, superiore al 14%. Vigevano laboratorio politico: di sicuro è il centro più popoloso in Lombardia tra quelli coinvolti dal voto. La piazza Ducale piena è stata una sfida diretta alla Lega, partito che a Vigevano governa dal 2000. Ed evidentemente in qualche modo questa battaglia è stata vinta. Anzi: Vigevano Futura a metà spoglio delle schede dedicate alla lista ha addirittura più voti del Carroccio. Per carità, non tutti arrivano da Vannacci. Ma la risposta alle polemiche con Vannacci è servita e arriva da sotto la Torre del Bramante. Tra una telecamera e una telefonata, i sorrisi dei diretti interessati si sprecano. «Oggi Vigevano è la capitale politica d’Italia. Tutti i riflettori erano puntati qua. Vigevano è dove Vannacci si è messo in gioco in prima persona, pur correndo senza simbolo, in attesa che Futuro Nazionale si consolidi come partito. I sondaggi nazionali ci danno al 4 per cento, qui siamo attorno al 14/15 – sbotta un raggiante Luca Sforzini –. Vannacci va a pescare dove non arrivano i sondaggi: nel non voto, tra i giovani, fra la gente che si è schifata di un certo modo di fare politica. Il dato è clamoroso e dirompente». Col 14 per cento, però, qualcuno di sicuro farà la corte a Suvilla per il ballottaggio e sono voti che farebbero comodo al centrodestra per non consegnare la città al centrosinistra. «Ci siamo parlati – conclude Sforzini –, è troppo presto per una posizione ufficiale in merito al secondo turno». Anche perché ieri non si sapeva ancora, ufficialmente, chi fosse lo sfidante di Rossella Buratti: il civico Paolo Previde Massara o l’assessore leghista Riccardo Ghia, in serata erano ancora separati da relativamente pochi voti. Proprio dal ballottaggio iniziano le risposte di Furio Suvilla. «È prematuro parlarne – dice –. Dobbiamo confrontarci prima al nostro interno». Per il resto, l’avvocato vigevanese è soddisfatto di come sono andate le cose. «Siamo molto contenti per il risultato – commenta – e mi dicono che sia andata molto bene anche per la lista di Vigevano Futura». Attualmente il raggruppamento di Suvilla è la terza forza vigevanese, dietro al Partito Democratico e a Forza Italia. Lega e Fratelli d’Italia sono dietro. «Abbiamo ottenuto un grandissimo risultato ed è la dimostrazione che Futuro Nazionale conta anche senza il logo: d’altronde il generale Vannacci si è impegnato a Vigevano in prima persona». A seconda di come andrà il ballottaggio, i seggi a disposizione potrebbero essere ben più di quello di cui era accreditato prima del voto. «Avremo due o tre consiglieri? – conclude Furio Suvilla - Prima vediamo come andranno le cose e poi cercheremo di capire come muoverci. Di certo c’è un limite di coerenza che vogliamo mantenere». Suvilla per cinque anni e mezzo ha svolto in consiglio il ruolo del “rompiscatole” verso l’amministrazione a guida Lega. Pensare che si possa alleare con Ghia per un eventuale ballottaggio sembra davvero fantapolitica. Stante come è andato il voto di Vigevano e il suo rilievo a livello nazionale, poi, è probabile che nella decisione su come eventualmente spostare questo 14 per cento di preferenze verrà coinvolto Sforzini, se non addirittura il generale Vannacci.