VIGEVANO. Dal commercio alla politica. Dalla Sardegna a Vigevano, di nuovo. Lui è Gabriele Righi, candidato sindaco per la lista civica Righi Sindaco. Imprenditore vigevanese di 74 anni – per chi se lo ricorda, era il titolare de La Botteguccia, uno storico negozio di abbigliamento che negli anni Novanta ha vestito generazioni di vigevanesi - è stato assessore per alcuni mesi nel secondo mandato di Ambrogio Cotta Ramusino e candidato sindaco sia nel 2000 che nel 2005, a capo sempre di una civica. Righi, perché si candida? «Tutte le volte che rientravo a Vigevano, i miei amici mi parlavano di alcuni problemi. Ho sentito le questioni cittadine e penso, con l’aiuto di altre persone, di poterle risolvere».
Elezioni Vigevano, Gabriele Righi (lista Righi sindaco): "È l'ora del cambiamento, vogliamo farcela senza partiti alle spalle"
Negli ultimi 10 anni, Vigevano ha perso posti di lavoro, aziende ed imprese. Quali politiche del lavoro intendete adottare? «La mancanza di infrastrutture, una politica assente sui principali problemi, ha fortemente penalizzato la nostra città. Cercheremo di recuperare il terreno perso con moderne ricerche e visioni che non siano concentrate solo al recupero del morente settore calzaturiero, ma che si dedichino anche alla rinascita della città, tramite la forza del turismo, con idee scaturite dalle risorse del nostro territorio». Si è parlato molto anche della ristorazione scolastica: quale indirizzo vorrete dare alla vostra amministrazione? E sull’edilizia scolastica avete qualche progetto? «La ristorazione scolastica è un servizio che sappiamo avere un costo e difficoltà che l'amministrazione deve sostenere. Siamo per una politica che garantisca un buon servizio a tutti, ma che non può permettere abusi». Avete dei progetti concreti per le nuove generazioni? «Ai giovani qui manca tutto: hanno bisogno di spazio per esprimersi, per stare insieme, per studiare e spazi di aggregazione che mai devono avere un sapore o una connotazione politica. A tale scopo vogliamo dedicare parte degli edifici che il Comune possiede in città, in periferia e nelle campagne, mi riferisco alle cascine». Sul tavolo c’è ancora l’idea di edificare un De Rodolfi bis. Qual è la vostra idea in materia? E quali politiche rivolte agli anziani prevedete? «In prima persona avevo proposto la creazione di un "Invecchiamo assieme", donando una vasta area comprendente la "Cartiera Crespi", a due passi da Ticino, dove c’è anche un corso d'acqua incontaminato. Non venne presa in considerazione. Privati e Comune devono creare un ambiente meno ospedalizzato, più familiare e con spazi all'aperto, con possibilità di poter ancora dedicarsi ai propri hobby, sempre lì in quella struttura. Per questo è fondamentale la scelta del contesto». Avete in programma qualcosa per migliorare la viabilità? Al di là di ponte e superstrada, resta il nodo del doppio binario per Milano ed il conseguente collegamento con Alessandria. Quali azioni intendete perseguire? «Asfaltare le strade non è una scelta politica, ma un diritto dei cittadini. Oggi manca. Poi si deve attivare il controllo sui cantieri dall’inizio del progetto fino al collaudo. Per quanto riguarda il raddoppio della linea ferroviaria, abbiamo realizzato un completo progetto che riteniamo essere l'unica soluzione possibile, economicamente sostenibile e senza creare interruzioni. È un progetto, realizzato dall’ingegner Simone Vacchelli, che sarà portato avanti dalla nostra amministrazione». In merito alla sicurezza? «Io stesso avrò la delega alla sicurezza. La sicurezza è un argomento molto importante: no ai militari nelle strade, che rappresentano la paura e allontanano il turismo. La mia presenza diretta vuol essere una garanzia che desidero far giungere a tutta la città, in modo diretto e verificabile. Provvederemo a illuminare, a creare eventi, diremo no al bivacco, potenzieremo la protezione civile, l’organico della polizia locale e le telecamere. Per farlo occorre suddividere in quartieri la città con vigile dedicato e dotare di portafoglio ogni quartiere». Concordate sulla percentuale delle attuali tariffe comunali, come Tari, Imu e rette mensa? «Siamo al corrente delle problematiche, in particolare della difficoltà della riscossione dei tributi. Ci manca, per ovvi motivi, l'approfondimento dello studio sugli aspetti contabili, ma ci dedicheremo al tema». Idee sulla differenziata? «Cambieremo l'attuale sistema di raccolta di rifiuti a cielo aperto. Valuteremo quindi ogni altro sistema: dai cassonetti a semplice raccolta, a quelli più moderni interrati. L'attuale sistema è poco decoroso, superato ed è un ricettacolo di topi». Voi non avete collegamenti diretti in Provincia, Regione o con il Governo. Per questioni sovra comunali, come la sanità, come pensa di confrontarsi con altri enti locali? «Il nostro territorio è governato da oltre 20 anni dallo stesso partito, la Lega, e i risultati sono deludenti. Non servono collegamenti di partito, perché è lì che si creano problemi, disaccordi, invidie e scaricabarile. Servono professionisti capaci che hanno esperienza sufficiente per raggiungere gli obiettivi. Noi li abbiamo».










