VIGEVANO. «A Vigevano arriverà una nuova azienda, del comparto della lavorazione di carta e cartone, che troverà spazio oltre la zona industriale di corso Novara». L'affermazione è stata fatta dal candidato sindaco del centrodestra Riccardo Ghia lunedì pomeriggio nel corso di un incontro che Assolombarda ha organizzato con i sei aspiranti primi cittadini. L'incontro si è tenuto a porte chiuse: i candidati e una quindicina di imprenditori. «È stato un confronto diretto, promosso dalla Zona Lomellina di Assolombarda, con l'obiettivo di portare al centro del dibattito elettorale le priorità del mondo produttivo locale», spiegano da Assolombarda in una nota. Il direttore di Zona Lomellina, l'imprenditore Massimo Martinoli, ha portato a conoscenza dei candidati sindaco alcuni dati, decisamente negativi, che fotografano lo stato dell'economica cittadina. «Il quadro che emerge – ricorda Assolombarda – è quello di una città che, pur restando il principale polo economico della Lomellina, mostra segnali di difficoltà strutturale: negli ultimi dieci anni la crescita è stata più lenta rispetto al resto della provincia di Pavia, il reddito medio dei cittadini è inferiore alla media provinciale e il mercato del lavoro presenta una dinamicità ridotta. Nel 2024 il valore aggiunto delle principali imprese vigevanesi è calato del 5,4 per cento rispetto all'anno precedente». Un calo trainato da quella che era l'industria vanto di Vigevano: «Particolarmente critica – prosegue la nota di Assolombarda – è la situazione della filiera calzaturiera, cuore storico dell'economia locale: in un decennio ha perso oltre il 30% degli addetti. Nel solo 2024 il suo valore aggiunto è diminuito sensibilmente, con punte più severe nel comparto meccano-calzaturiero. Di fronte a questa sfida strutturale, Assolombarda ha indicato le leve su cui la futura amministrazione è chiamata ad agire con urgenza: la rigenerazione delle aree industriali dismesse, il miglioramento delle infrastrutture e dell'accessibilità, politiche attive per l'industria e la formazione, e una strategia organica di marketing territoriale per attrarre nuovi investimenti». Non sono mancati dei "suggerimenti" dati dagli imprenditori alla politica per ricostruire un tessuto economico soddisfacente, individuando come risorse esistenti «le competenze industriali radicate nel territorio, l'inserimento nella Carta europea degli aiuti a finalità regionale e asset culturali di rilievo come il castello sforzesco e il museo della calzatura, che possono diventare autentici motori di sviluppo economico se valorizzati all'interno di una visione condivisa». Il dibattito che si è originato non ha brillato per originalità, con i candidati sindaco un po' sulla difensiva e poco propensi a elargire promesse difficilmente mantenibili. Ghia, oltre a parlare dell'arrivo della nuova azienda (che fa il paio con quella del settore beverage prevista in via Montebello) ha anche parlato del piano comunale di superamento degli attuali passaggi a livello cittadini: almeno un paio su cinque potrebbe essere chiusi per far posto a diverse tipologie di collegamento. Andrea Sala, nel suo primo mandato, aveva ipotizzato un collegamento per evitare la ferrovia in corso Milano e sottopassi in corso Pavia e via Santa Maria ed è probabile che il progetto sia rimasto attuale.