VIGEVANO. Un esposto, presentato da Gabriele Righi e Stefano Chiodaroli (entrambi candidati, uno come sindaco e l'altro come consigliere, alle elezioni nella civica dello stesso Righi), alla Procura di Pavia per accertare eventuali reati e ottenere la sospensione di alcuni lavori che un'azienda cuneese sta svolgendo da tempo in un'area rivierasca tra Vigevano e Cassolnovo. La vicenda parte con il ciclone Poppea del 2023, che abbatté numerosi alberi anche nei boschi del Ticino. La ditta viene incaricata pochi mesi dopo e inizia la sua attività nell'ottobre 2024. Per riuscire a operare l'azienda ha realizzato strade d'accesso e aree di stoccaggio delle piante tagliate, modificando l'aspetto e «deturpando inesorabilmente l'originario paesaggio». Secondo gli estensori dell'esposto, «non si può parlare di una semplice messa in sicurezza dell'area, come previsto dal mandato, bensì di una abusiva e progressiva attività di disboscamento, aggravata dal vincolo paesaggistico imposto nella zona». Le piante, secondo l'esposto, sarebbero state in alcuni casi sane. Da marzo l'argomento torna ciclicamente all'attenzione pubblica: già una volta il Parco del Ticino aveva confutato la ricostruzione di Righi e Chiodaroli. L'esposto chiede di procedere nei confronti di coloro che si sono resi responsabili, riservandosi anche di costituirsi parte civile in caso di processo. Viene chiesta «in via immediata che venga inibito il prosieguo dell'attività della società incaricata».