Il conto alla rovescia è partito. Nelle ultime ore di campagna elettorale il ritmo si alza, le parole si fanno più nette e gli obiettivi più concreti. Dal quartier generale di via Garibaldi, Matteo Biffoni, gioca le sue carte per il terzo mandato e lo fa scegliendo una linea precisa: niente promesse irrealistiche, ma l’idea che il Comune ci sia, si assuma responsabilità e si faccia carico delle ansie dei cittadini.

Cinque le sfide che scandiscono il rush finale, cinque capitoli "per una nuova stagione" che il candidato del centrosinistra prova ad aprire proprio nel giorno del suo compleanno. "Siamo partiti ascoltando le persone, cercando di capire quali sono i temi più sentiti. La priorità è dare l’idea che il Comune si prende carico di queste situazioni". E proprio per dedicare tempo all’ascolto in una campagna elettorale flash, "fatta - dice Biffoni - porta a porta come ci hanno insegnanto i nostri padri della politica", che si inserisce la scelta di non partecipare ai confronti pubblici con gli avversari alla poltrona di primo cittadino.

Tornando al programma, la prima parola è giovani. Un’urgenza che Biffoni definisce senza giri di parole, partendo da "un dato doloroso: 500 ragazzi che scompaiono dalla scuola" e da episodi di cronaca che interrogano la città, come "il quindicenne che alle due di notte era in giro con un coltello". "È una generazione da prendere in carico", dice. La risposta è una task force mai sperimentata prima, con la regia del Comune insieme a scuole, associazioni, terzo settore e servizi sociali. Obiettivo: mappare i casi più delicati, monitorare le fragilità, attivare tutoraggi e percorsi di sostegno. "Vogliamo dimezzare la dispersione scolastica". Accanto a questo, progetti estivi, corsi, supporto allo studio. E uno strumento nuovo: lo Youth test. "Sarà una mia ossessione, ma voglio dare risposta ai giovani. Saremo pionieri di questo test: saranno loro a dare un voto alle decisioni che prendiamo". Uno strumento innovativo per rendere i giovani protagonisti e partecipi delle scelte amministrative, necessario per capire la loro percezione sull’esito di un determinato progetto.