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Milazzo si avvicina al voto a grandi passi in una competizione sempre più avvincente. Sono sei i candidati alla poltrona più prestigiosa di Palazzo dell’Aquila, che Gazzetta del Sud ed Rtp hanno incontrato ponendo loro domande su tre macrotemi.
Quali strategie per giovani e lavoro?
Per il sindaco uscente Pippo Midili, candidato di centrodestra occorre «mantenere all’interno del territorio le maggiori risorse giovanili possibili. Oggi ci siamo impegnati in una politica occupazionale forte per i nostri ragazzi che ne vede impiegati un certo numero in lavori connessi all’Area marina protetta. Si è registrato un aumento dell’occupazione nei settori del diving, dell’accompagnamento turistico, ma anche in quei segmenti dei beni culturali prima assenti. Questi giovani, oggi, non hanno intenzione di andare via e hanno guardato con particolare interesse a tutta la progettualità europea portata avanti dall’Amministrazione. Abbiamo avviato interlocuzioni a livello scolastico, perché i corsi di studio debbono accompagnare lo sviluppo della città».
Dal canto suo, Laura Castelli, presidente di Sud chiama Nord, specifica che nel suo programma elettorale ci sono diversi punti in cui si parla dei giovani e della loro crescita. «L’Estate addosso – specifica – è un nodello che Sud chiama Nord ha lanciato in altre città, si rivolge ai giovani di tra i 18 e i 35 anni, con 25 ore settimanali, 600 euro al mese per 4 mesi, impiego nelle imprese. Ciò ci consentirà di capire le loro predisposizioni e alle imprese di conoscere la forza lavoro del territorio. Questo strumento lo vogliamo affiancare a “Milazzo start-up”, uno sportello comunale dedicato a come far nascere le imprese. Fondamentale anche la “No-tax area” per i giovani: per chi ha meno di 40 anni e apre un’attività a Milazzo, le tasse le paga l’amministrazione comunale per i primi tre anni. Con “Milazzo giovane”, riaccenderemo i quartieri e permetteremo ai tanti ragazzi che oggi sono nomadi digitali di riattivare, in alcune strutture messe a disposizione dal Comune, la loro vita lavorativa vicino alle loro famiglie. Ripartirà pure il distretto del divertimento, e con l’istituzione della Zes apriranno nuove attività».











