di
Roberta Merlin
Il giornalista porta a teatro il monologo «La Sciagura-Cronaca di un governo di scappati di casa». Insorge Fratelli d'Italia: toni denigratori. Il sindaco in quota Pd: «Non ci avevano mandato la locandina definitiva»
Doveva essere semplicemente l’annuncio di uno spettacolo teatrale del giornalista Andrea Scanzi al Teatro Comunale di Thiene, nel Vicentino. E invece, nel giro di poche ore, si è trasformato in una perfetta scena di commedia all’italiana con i manifesti «ritoccati» a mano dal Comune con un pennarello nero per cancellare il logo istituzionale. Il protagonista involontario della vicenda è «La Sciagura», il monologo che Scanzi porterà in scena a Thiene il 29 maggio. A far esplodere il caso è il sottotitolo dello spettacolo: «Cronaca di un governo di scappati di casa», riferimento diretto all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Quando però sui manifesti compare anche il patrocinio della Città di Thiene, Fratelli d’Italia insorge immediatamente. A guidare la protesta è la consigliera comunale Giulia Scanavin, che definisce quanto accaduto «grave e preoccupante».
«Toni denigratori del governo»«Il Comune di Thiene non può concedere il proprio patrocinio, cioè il simbolo dell’intera città, a una locandina che promuove uno spettacolo con toni chiaramente denigratori nei confronti del governo nazionale e del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quanto accaduto è grave e chiama direttamente in causa la responsabilità politica e istituzionale dell’amministrazione comunale», afferma Scanavin. Per la consigliera il problema non è la libertà artistica o la satira in sé, ma il fatto che un’istituzione pubblica finisca per legittimare un certo linguaggio politico. «Il titolo "La Sciagura" e la definizione di "governo di scappati di casa" rendono evidente la natura politica, polemica e offensiva della comunicazione scelta per promuovere lo spettacolo. Nessuno mette in discussione la libertà di opinione, la libertà artistica o la satira: ciascuno è libero di criticare il governo, anche duramente. Ma è inaccettabile che un Comune apponga il proprio patrocinio su un’iniziativa presentata con questi toni».






