I contestatori proveranno a guastare la festa. Sigle come Cambiare Rotta, Potere al Popolo e solita compagnia dei cortei sinistri vorrebbero forzare i divieti e fare lo show anti-governo al teatro Franco Parenti di Milano, ma saranno tenuti a distanza dalla distanza e quindi sono già lì che frignano: «Il partito di maggioranza relativa ha delegato la soluzione alla questura di Milano che blinda un intero quartiere e impedisce ogni possibilità di protesta nelle vicinanze della kermesse di Fratelli d’Italia». Assicurano che saranno comunque in piazza a protestare contro «l’esecutivo del riarmo e della guerra a salari e diritti, per dire No alla torsione autoritaria e allo stato di polizia». I compagni sottolineano il loro No, mentre all’interno del Parenti Fratelli d’Italia dirà sempre Sì al referendum, a quasi una settimana dal voto. Gran finale della premier Giorgia Meloni.

L’appuntamento è per le tre di pomeriggio: i capigruppo di Fdi di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, apriranno i lavori che si articolano lungo le tre direttrici della riforma della giustizia: separazione delle carriere, Alta corte disciplinare e sorteggio del Csm, con le conclusioni affidate al presidente del Senato, Ignazio La Russa e l’intervento del Guardasigilli Carlo Nordio. Sul palco si alterneranno giuristi, magistrati ed esponenti del mondo della politica e del giornalismo: per Libero interverranno il direttore responsabile, Mario Sechi, nel panel dedicato alla “Riforma del Csm: per una giustizia libera dalla politica”, e il condirettore Pietro Senaldi, in quello sulla separazione delle carriere dei magistrati, in cui si discute di imparzialità, autonomia, professionalità delle toghe.