Doveva essere una denuncia della svolta autoritaria del governo Meloni. E davanti a media e politici europei. Ma la conferenza (“Libertà a rischio? Il caso dell’Italia”) organizzata da tre eurodeputati della sinistra (Pd, M5S e Avs) a Bruxelles è stata un fiasco. E l’appello lanciato ai progressisti di tutta Europa («Il governo di estrema destra sta stringendo la presa e la democrazia italiana rischia di entrare in una nuova era di autoritarismo», si legge sull’opuscolo) è caduto nel vuoto. E il piddino, Alessandro Zan, il grillino Gaetano Pedullà, e la Verde, Cristina Guarda, hanno dovuto incassare il flop della loro iniziativa. Alla quale, peraltro, hanno partecipato anche altri soggetti. La giornalista del Domani, Francesca De Benedetti, in veste di moderatrice, Amnesty International e l’Arci, l’associazione ricreativa dei compagni.

Sul tema è intervenuto ieri il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza. «L’evento organizzato dalle Sinistre al Pe si è dimostrato un totale flop» ha dichiarato. «Abbiamo capito che sono finalmente uniti, non su cosa fare, ma su chi attaccare. Per il resto una lunga serie di luoghi comuni, uno squallido spettacolo a favore di telecamere con l’unico scopo di delegittimare il governo italiano». «Per fortuna» ha aggiunto «c’è il prestigio del governo di Giorgia Meloni nel mondo e anche questo tentativo della sinistra è andato male».