Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.
È piena di tifosi danesi l’ultima curva dell’ultima salita, prima del traguardo di Andalo. C’è anche un tipo vestito da Babbo Natale che suona un campanaccio: la liturgia delle salite cambia sempre ed è comunque uguale. L’ultima curva è piena di tifosi danesi venuti qui per vedere Jonas Vingegaard in maglia rosa, e chissà cosa urlano al loro corridore, quell’altro, Michael Valgren, che a 1.100 metri dalla linea bianca tira fuori dalle sue gambe l’ultimo briciolo di forze.
È quello che a Valgren serve per vincere la diciassettesima tappa del Giro d’Italia, distanziando di 3 secondi il norvegese Andreas Leknessund (terzo secondo posto per lui) e di 6 il ragusano Damiano Caruso, che a 38 anni fa un balzo di quattro posti in classifica generale: adesso è nono.
Anche oggi Giulio Ciccone è andato in fuga, e anche oggi non c’è stato verso. Dietro, il gruppo è arrivato a oltre 5 minuti. Un’altra giornata durissima, con un caldo tremendo al via e un temporale che ha tormentato la corsa nella seconda parte della tappa.















