Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.
Blockhaus è un nome che fa paura. Ma anche Jonas Vingegaard fa lo stesso effetto. O meglio dovrebbe farlo. Giulio Pellizzari prova a tenere testa al grande favorito del Giro: peccato di gioventù che a 22 anni si può anche perdonare, ma è la salita che non perdona. E così il giovane marchigiano fa un fuorigiri che gli costa tempo (1’05”) e soprattutto fiducia.
Il danese si prende il primo arrivo in salita, va a ingrossare l’elenco dei campioni che hanno vinto tappe in tutti e tre i grandi Giri e fa capire che il copione è quello che ci aspettavamo. Per adesso la maglia rosa se la tiene il portoghese Afonso Eulalio, che aveva un vantaggio ampio, ma questo a Vingegaard fa addirittura comodo.
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I boschi densi della Maiella e le sue grotte inaccessibili furono per anni rifugio perfetto per i briganti, che a pochi chilometri dalla strada salita oggi dal Giro hanno lasciato la loro Tavola, un monumento alla loro ribellione. Di notte, per non essere visti dai soldati piemontesi, incidevano sulla pietra i loro nomi e le loro storie, che oggi ci raccontano la loro lotta, la loro sfida all’autorità del re sabaudo. Come messaggi in bottiglia liberati sulle montagne anziché nel mare.










