di
Marco Bonarrigo
Il danese domina sulla celebre salita, a reggerne il passo solo l'austriaco Felix Gall. L'azzurro invece si stacca dopo 800 metri e arriva quarto
Poche illusioni, almeno al momento. La prima (delle sette) montagne su cui è posto un traguardo del Giro d’Italia ha subito chiarito — ammesso ve ne fosse bisogno — chi è il padrone della corsa rosa. Con un attacco mirato a 5300 metri dal traguardo, Jonas Vingegaard, lanciato benissimo dai compagni della Visma Piganzoli e Kuss, si è scrollato tutti di dosso, ha vinto la Formia-Blockhaus, settima frazione in programma, e dimezzato il distacco dalla temporanea maglia rosa portoghese di Eulalio.
Il battuto di giornata è Giulio Pellizzari, l’unico che ha tentato — facendosi piuttosto male — di tenere la ruota del danese. C’è riuscito soltanto per 800 metri prima di arrendersi, superato rapidamente dal più esperto e prudente Felix Gall che in quota è riuscito a contenere in soli 13” il ritardo da Vingo con una progressione ragionata e importante. Difficile capire se Vingegaard non abbia spinto a fondo o se anche il Superman della Visma abbia speso un po’ troppo: «Un grande giorno quello della mia prima vittoria di tappa al Giro — ha detto Vingegaard — in cui stato aiutato da una grande squadra. Gall è molto forte, non mi sorprende mi sia arrivato così vicino».










