Non (solo) la gara, ma l’Italia che le scorre accanto. “Il Giro in Italia” racconta ogni giorno i luoghi, le storie e le curiosità dietro ogni tappa della 109esima Corsa rosa. Tra geografia e memoria, il Giro diventa il pretesto per raccontare i territori che attraversa. Qui tutte le altre puntate.

Doveva essere volata, che strana una tappa che finisce in volata nella città dei Campionissimi, ma il ciclismo non può essere aritmetica tutti i giorni: il talento qualche volta può battere la logica. E così a 3 chilometri dal traguardo il fiammingo Alec Segaert, 23 anni, ottimo cronoman, fa una sparata e lascia lì il gruppo. Ottenendo così, con la più classica delle azioni da finisseur, la vittoria più importante di una carriera cheè appena agli inizi ma sarà certo prestigiosa.

Un successo speciale per la Bahrain, che ha ancora il portoghese Eulalio in maglia rosa (sempre di più, visto che si prende 6 secondi a un traguardo intermedio). Niente volata, nonostante il lavoro immane che aveva impostato la Movistar (con il solito, gigantesco Lorenzo Milesi) per tagliare fuori i velocisti puri e dare la chance migliore possibile a Orluis Aular, il venezuelano che al principio della sua carriera europea faceva le consegne per Glovo per le strade di Madrid. Perché bisogna pur campare.