Dopo 5 anni la corsa rosa torna in città ed è una festa di sport. Tutto esaurito sui 16 km del circuito cittadino

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Chissà se nella sala di comando di Piazza Beccaria i vigili si saranno ricordati ieri di spegnere le telecamere... Altrimenti Fredrik Dversnes Lavik, il ciclista norvegese della Uno-X Mobility che in Porta Venezia ha vinto la 15ma tappa milanese del Giro ad oltre 51 chilometri orari di media dovrà seriamente cominciare a preoccuparsi. A Milano non si scherza con le multe. E a ricordarlo al gruppo e alle ammiraglie che ieri sfrecciavano veloci sui viali delle circonvallazioni ci ha pensato un milanese tutto giallo travestito da autovelox che ha sfidato i 35 gradi e la calura da piena estate. Applausi per lui e applausi per tutti. Milano da cinque anni aspettava il Giro e il Giro è finalmente tornato con uno spettacolare circuito di sedici chilometri tra viale Toscana, corso Lodi fino in piazzale Loreto per poi finire in centro con una fuga a quattro che ha beffato il gruppo. Una festa di sport, con il pubblico delle grandi occasioni che, anzichè andare fuori porta come spesso fanno i milanesi la domenica, ha deciso di restare e si è assiepato sulle transenne «armato» di pazienza e (ovviamente) di telefonini. Per un giorno la città che in questi anni ha fatto una «dolce» scommessa sulla mobilità a due ruote si è scoperta davvero «ciclistica», senza ideologie, senza polemiche e senza proteste.