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Marco Bonarrigo

Il talentuoso belga di 23 anni a tre chilometri dal traguardo è partito a razzo seminando i 58 compagni del gruppo di testa, big compresi. Per il portoghese ottavo giorno da leader

Con un’azione di quelle che trent’anni fa si sarebbero definite «alla Guido Bontempi» (ex corridore lombardo ruvido ma di gran classe), nella dodicesima tappa del Giro d’Italia si è rivista un’azione tattica ormai in disuso, la «sparata» nel finale. Merito di Alec Segaert, 23 anni, talentuoso belga della Bahrain Victorious, che a tre chilometri dal traguardo è partito a razzo seminando i 58 compagni del gruppo di testa (tutti i big compresi) resistendo al ritorno delle squadre dei velocisti.

All’azione di Segaert, la Bahrain ha abbinato la conservazione della maglia rosa da parte del portoghese Afonso Eulalio che è addirittura andato a prendersi l’abbuono del traguardo volante per incrementare a 33” il vantaggio su Jonas Vingegaard, garantendosi l'ottavo giorno da leader, un bottino incredibile per un corridore.