Chissà non ci sia stato anche un pizzico di “amor di patria” nella scelta dell’ad Antonio Filosa di rimettere Fiat al centro delle strategie Stellantis, configurandolo come un brand globale (al pari di Peugeot, Ram e Jeep). Oltretutto, sotto l’ombrello del marchio piemontese, finirà pure Lancia (che ha tolto i veli alla Gamma e che dal 2028 sfornerà la nuova Delta), destinata a un ruolo più “regionale”; e Citroen, pronta al revival della mitica 2CV, che dovrebbe essere prodotta a Pomigliano dal 2028, dopo la premiere al Salone di Parigi del prossimo ottobre.
Ma torniamo a Fiat: saranno 13 i modelli “global” a essere presentati entro il 2030. Fra quelli di punta per l’Europa figurerà la Grizzly (nella foto), Suv derivato dalla Grande Panda e declinato anche in salsa Fastback, col tetto da coupé. L’auto punterà sulla versatilità (si vocifera di un abitacolo pensato per accogliere 7 posti) scommettendo molto sul rapporto qualità/prezzo. Possibile grazie (soprattutto) al sito di produzione, in Marocco. Sotto al cofano motori benzina, ibridi ed elettrici, con potenze fino a 145 CV e autonomia fino a 400 Km per la variante a batteria.
E poi c’è la Quattrolino, una minicar a quattro posti. Anzi, un quadriciclo, che dovrebbe avere linee ispirate a quelle della Multipla del 1956. Sì, Stellantis spinge anche sulla resurrezione di grandi classici. Perchè? Perchè piacciono e fanno vendere, 500 docet (come pure Renault 4 e 5, ultimamente). Va letto in questo senso anche il Tris, erede spirituale a trazione elettrica dell’Apecar.












