Ha obiettivi ambiziosi il piano industriale FaSTLAne 2030 presentato una settimana fa a Detroit dal Ceo di Stellantis Antonio Filosa. Sessanta miliardi di investimenti per realizzare entro il 2030 sessanta nuovi modelli e 50 "aggiornamenti significativi" di tutti i marchi (29 saranno veicoli elettrici, 15 plug-in o range extender, 24 ibridi) anche grazie all'introduzione della nuova piattaforma modulare STLA One. E poi sinergie più intense delle partnership con Leapmotor e Dongfeng, oltre ad alleanze con colossi come Tata e Jaguar Land Rover per India e Usa. Già annunciati 23 lanci (12 modelli nuovi e 11 restyling) nei segmenti A e B per i marchi Fiat, Citroën, Jeep, Peugeot e Opel. Offensiva programmata nel segmento C.
In un incontro con i media a Mirafiori, il responsabile per l'Europa allargata di Stellantis, Emanuele Cappellano, ha approfondito alcuni dettagli del piano strategico in chiave continentale e con focus particolare sul futuro di marchi storici come Alfa Romeo e Lancia (quest'ultimo gestito da Fiat, mentre DS sarà gestito da Citroen), soffermandosi anche sulle prospettive dello stabilimento di Mirafiori.
Confermato il piano di investimenti per l'Italia da 2 miliardi. "Non solo confermiamo, lo rafforziamo – ha detto il manager - con nuovi modelli come la nuova Alfa Romeo a Melfi (un Suv compatto, ndr) che non c'era nel Piano Italia e il progetto e-Car a Pomigliano che prevede inizialmente due modelli con prezzo entro i 15mila euro". Uno targato Fiat e l'altro Citroen (non casuale il concept della 2CV mostrato a Detroit). "L'Italia è uno dei Paesi principali in Europa, con una radice storica molto forte. Tutti i nostri stabilimenti avranno nuovi modelli, nuove piattaforme e nuovi sviluppi. E' un piano molto robusto" ha spiegato Castellano. Su Alfa Romeo, in particolare, c'è molta attesa. Ora si sa che arriverà anche una hatchback, una berlina erede della Giulietta ed è una novità importante. Si sa inoltre che "non è nei programmi abbandonare il segmento D", quello di Giulia e Selvio, anche se Cappellano non ha chiarito quando arriveranno le future generazioni, finora schedulate per il 2028. Prevista una linea "specialty" sulla scia dell'Alfa 33 stradale. Per Lancia, come per DS, si tratta di "preservarne la presenza nei paesi in cui sono vendute salvaguardando la sostenibilità del brand e sfruttando le sinergie".









