A.B.
21 maggio 2026 19:52
In occasione dell’Investor Day 2026, Stellantis ha presentato FaSTLAne 2030, il nuovo piano strategico da 60 miliardi di euro con cui il gruppo punta ad accelerare crescita e redditività nei prossimi cinque anni. Il piano, illustrato dal ceo Antonio Filosa e aperto dal presidente John Elkann, segna una virata verso realismo industriale, disciplina negli investimenti ed efficienza operativa, dopo una fase difficile e mentre cresce la pressione dei costruttori cinesi.La nuova “corsia veloce” di Stellantis si fonda su sei pilastri: gestione più selettiva del portafoglio marchi, investimenti in piattaforme globali e tecnologie, partnership strategiche, ottimizzazione della produzione, maggiore attenzione all’esecuzione e rafforzamento dei team locali. L’obiettivo dichiarato è mettere il cliente al centro, puntando su modelli più accessibili, tempi di sviluppo più rapidi e una maggiore flessibilità industriale.Dietrofront sull'elettricoTra oggi e il 2030 il gruppo prevede oltre 60 nuovi lanci e 50 aggiornamenti significativi. La strategia sui propulsori abbandona l’approccio “all-in” sull’elettrico e punta sulla libertà di scelta: 29 veicoli elettrici, 15 plug-in hybrid o range extender, 24 full hybrid e 39 modelli termici o mild hybrid.I quattro marchi globali su cui Stellantis concentrerà gran parte degli sforzi sono Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. Il 70% degli investimenti destinati a prodotti e marchi andrà però non solo a questi brand, ma anche a Pro One, la divisione dei veicoli commerciali. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo avranno invece un ruolo più regionale, mentre DS e Lancia saranno gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat come marchi specializzati.Ritorna la 2CV, Fiat ruggisce con la GrizzlySul fronte prodotto, tra le novità attese figurano la famiglia Fiat Grizzly, il ritorno della Citroën 2CV in chiave elettrica e nuovi modelli Jeep, tra cui Recon. Per Maserati Stellantis conferma l’intenzione di rafforzare il marchio con due nuovi modelli di segmento E; una roadmap più dettagliata sarà presentata a Modena nel dicembre 2026.Il cuore tecnologico del piano sarà la nuova piattaforma STLA One, attesa nel 2027. Sarà una piattaforma modulare per i segmenti B, C e D, pensata per ridurre la complessità e ottenere un’efficienza di costo del 20%. Stellantis punta a utilizzarla per oltre 30 modelli e a far convergere, entro il 2030, metà dei volumi globali su tre piattaforme principali.Auto fatte in metà tempoUn ruolo centrale sarà affidato anche all’intelligenza artificiale, già applicata in oltre 120 ambiti operativi. Il gruppo punta a ridurre i cicli di sviluppo dei veicoli da circa 40 a 24 mesi, avvicinandosi così alla velocità dei produttori asiatici. Nel 2027 debutteranno inoltre STLA Brain, STLA SmartCockpit e STLA AutoDrive, mentre la collaborazione con Wayve prevede dal 2028 un sistema di guida assistita hands-free “porta a porta” in Nord America.Cosa succede in Italia? Il ruolo di PomiglianoSe il grosso dei soldi (il 60%) volerà in Nord America per spingere i grandi SUV e Pick-up, l'Europa giocherà una partita fondamentale sulla convenienza. Stellantis punta a far crescere i ricavi del 15% nel vecchio continente. Come? Producendo una nuova generazione di E-Car, le auto elettriche da città a prezzi accessibili. La buona notizia per l'Italia è che la produzione di queste vetture avverrà proprio in Europa, partendo dallo storico stabilimento di Pomigliano d'Arco.Sul piano finanziario, il gruppo punta a portare i ricavi da 154 miliardi nel 2025 a 190 miliardi nel 2030, con un margine operativo rettificato del 7%. L’obiettivo è tornare a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027 e arrivare a 6 miliardi nel 2030. Il programma prevede anche 6 miliardi di riduzioni annue dei costi entro il 2028 rispetto alla base 2025.










