L’ad Antonio Filosa annuncia il futuro del gruppo che punta sulla nuova piattaforma multi-energia. Elkann: “Sono state gettate le basi per un riassetto profondo e necessario”L’ad Antonio Filosa annuncia il futuro del gruppo che punta sulla nuova piattaforma multi-energia. Elkann: “Sono state gettate le basi per un riassetto profondo e necessario”La rivoluzione dei 60. È quella del nuovo piano strategico FaSTLAne, presentato da Stellantis ad Auburn Hill, a pochi chilometri da Detroit. Sessanta sono i miliardi di investimenti, annunciati dall'ad Antonio Filosa, per razionalizzare i marchi e 60 le novità di prodotto da lanciare entro il 2030 (insieme ad oltre 50 aggiornamenti). Nel dettaglio, 29 elettriche, 15 plug-in hybrid o a autonomia estesa, 24 hybrid e 39 con motorizzazioni tradizionali o mild hybrid.Quindi, la strategia è quella della multi-energia, in grado di rispondere alle esigenze dei vari mercati, dall’Europa agli Usa fino all’Asia dove proseguono gli accordi con i costruttori cinesiLa classifica dei marchiIl pilastro tecnologico di questa nuova offensiva è costituito dalla nuova architettura globale modulare, STLA One, che debutterà il prossimo anno e grazie alla quale potrà essere accorpata la produzione di veicoli dei segmenti B,C e D. In pratica, cinque piattaforme in una, soluzione che permetterà una riduzione dei costi del 20 per cento e una produzione di oltre 2 milioni di unità entro il 2035. Per quanto riguarda la riorganizzazione di marchi e modelli, l’aspetto più importante e decisivo per il futuro, Stellantis prevede 4 brand prioritari (Jeep, Ram, Peugeot e Fiat) a cui si aggiunge la divisione dei veicoli commerciali (Pro One): a questi sarà destinato il 70 per cento degli investimenti. Subito dopo ci sono cinque marchi regionali (Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo) che utilizzeranno risorse globali pur mantenendo una propria distintività. DS e Lancia, invece, saranno gestiti da Citroën e Fiat mentre Abarth passa sotto la giurisdizione Fiat.Ancora attesa per MaseratiPer quanto riguarda Maserati, ci sarà ancora da attendere almeno la fine dell’anno. L’obiettivo è comunque di focalizzarsi più sul lusso che sulla sportività con due nuovi modelli da lanciare i prossimi anni.John Elkann, presidente di Stellantis nel saluto agli investitori presenti nell’Auditorium di Auburn Hills ha detto che “sono state gettate le basi per un riassetto profondo e necessario. Un passaggio da una dimensione globale a una multi-regionale. E Stellantis, in virtù della sua storia e della sua stessa natura, ha l'opportunità unica di trasformare questa realtà multi-regionale in un formidabile vantaggio competitivo”.La riduzione in EuropaInfine, gli accordi e le aree. Si tratta di “partnership reciprocamente vantaggiose” è stato detto nel corso dell’evento dove sono state citate quelle con Leapmotors, Dongfeng e la lettera di intenti con Jaguar Land Rover.Dagli accordio alla produzione europea dove la capacità dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unità riconvertendo alcuni impianti (Poissy in Francia) e con partnership (Madrid, Saragozza e Rennes) ma sempre preservando il livello occupazionale. Negli Stati Uniti, invece, dove sarà destinato il 60% dei 36 miliardi di euro su marchi e prodotti, l’incremento di produzione dovrebbe migliorare il tasso di saturazione all’80% nel 2030.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Il nuovo piano industriale di Stellantis: 60 miliardi di investimenti e 60 nuovi modelli entro il 2030. Ecco come saranno razionalizzati i marchi
L’ad Antonio Filosa annuncia il futuro del gruppo che punta sulla nuova piattaforma multi-energia. Elkann: “Sono state gettate le basi per un riassetto profondo










