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Stellantis ha presentato il suo nuovo piano industriale, il primo da quando a guidare il gruppo automobilistico c’è Antonio Filosa, diventato amministratore delegato a metà del 2025 dopo l’uscita di Carlos Tavares. Il piano si chiama “Fastlane 2030” ed è stato illustrato nella sede statunitense del gruppo ad Auburn Hills, vicino a Detroit. La promessa più rilevante per l’Italia è che non verrà chiuso nessuno stabilimento.

Stellantis è il quarto produttore di automobili al mondo, nato nel 2021 dalla fusione tra il gruppo italo-americano FCA – a sua volta nato dall’unione tra Fiat e l’americana Chrysler – e il gruppo francese PSA, che controllava i marchi Peugeot e Citroën, tra gli altri. Negli ultimi tre anni è andato molto male: da leader di mercato in Italia e in Europa, il gruppo non è stato in grado di innovare i processi e i prodotti, e ha invece puntato a rinnovare in maniera solo marginale vecchi modelli, perdendo quote di mercato e portando a un lento degrado dei suoi processi e dell’intero indotto. Il nuovo piano serve soprattutto a invertire questa tendenza.

Il numero che ricorre di più nel piano industriale è 60: Filosa ha promesso 60 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 e 60 nuovi modelli da lanciare nello stesso periodo.