Dopo la parentesi Tavares che s'era inimicato sia il potente sindacato Uaw sia il presidente Biden, Stellantis torna a puntare soprattutto negli Usa, privilegiando due marchi a stelle e strisce - Jeep e Ram - destinando nel Nuovo mondo la maggior parte degli investimenti. In Europa la capacità sarà ridotta di oltre 800 mila unità mentre si scommette su Nord Africa e Sud America. Fatti, numeri e approfondimenti
Il primo piano industriale di Antonio Filosa fa esattamente quanto era stato annunciato: rimette al centro gli Usa, marginalizzati sotto l’ex Ceo Tavares tanto da indispettire non solo l’Uaw, potente sindacato dei metalmeccanici americani, ma persino l’allora presidente Joe Biden. I numeri sono altisonanti: globalmente sono previsti 60 miliardi di investimenti e 60 nuovi modelli, ma se non ci si ferma alla superficie ci si accorge che la maggior parte di quei soldi atterrerà negli Stati Uniti, dato che Stellantis intende privilegiare ben due marchi a stelle e strisce, Jeep e Ram, mentre l’Europa dovrà spartirsi ciò che resta con i mercati emergenti (in cui il gruppo è sempre più presente pure come costruttore e non solo come distributore, dal Nord Africa al Sud America).
IL MANUALE CENCELLI DELL’AUTO













