Sovranisti invasati attaccano i burocrati di Bruxelles. Ma il nostro resta il continente dei diritti. Dove il successo di Eurovision ed Erasmus rivela tante cose. E guardate il ranking delle città più felici al mondo…
Sparare sulla burocrazia di Bruxelles è l’esercizio retorico preferito da populisti e sovranisti di ogni Paese europeo. Probabilmente molti anti-europeisti – che sono di norma anche no-vax – rimpiangono l’Europa delle piccole patrie, degli staterelli pre-unitari in Italia e Germania, delle enclave che ancora alimentano irredentismi irriducibili (dalla Scozia alla Catalogna, dalla Corsica alla regione basca). Se uno pensa a figure come il politico britannico di destra Nigel Farage – ritornato in auge nelle elezioni amministrative di maggio 2026, benché i danni della Brexit, di cui da sempre è grande sostenitore, siano conclamati – si rende conto di un paradosso drammatico. Che la percezione diffusa sui guai e gli svantaggi che i singoli Paesi subiscono facendo parte della comunità europea non corrisponde alla realtà. Ma anche che i cittadini europei sono di gran lunga meglio di chi li rappresenta a Bruxelles e Strasburgo.
Nigel Farage (Ansa).
L’Italia batte tutti i record di lungaggini amministrative














