Tra Scilla e Cariddi. Non fa bene all’Europa la mancanza di realismo con cui troppo spesso i temi continentali vengono presentati al grande pubblico. Siamo stretti fra le bugie degli anti-europeisti che, in giro per l’Europa promettono nuove età dell’oro se solo ci si disferà della «dittatura» di Bruxelles (Come no? Ne sanno qualcosa i britannici) e il wishful thinking — che significa scambiare i propri sogni per realtà — di tanti europeisti. Serve un europeismo maturo, realista, che non spacci l’Europa per un pranzo di gala. Un europeismo maturo, consapevole degli ostacoli e dei problemi. Consapevole, ad esempio, che l’Unione sia una costruzione che ha imposto forme di dirigismo, di cui non c’era affatto necessità, in tanti ambiti (era la sacrosanta critica della Gran Bretagna quando era ancora membro dell’Unione) e che bisognerebbe correre ai ripari.