Un connotato essenziale del mondo nuovo che disegna il paesaggio ideologico di massa è che questo nostro mondo non possiede dei meccanismi di retroazione. È quel che accade con le slitte trainate dai cani: non si può far retromarcia, occorre girare in tondo, con spreco di immense fatiche per retrocedere di qualche decina di metri. È quel che accade oggi con l’intreccio dell’ideologia neo regolatrice (sempre dall’alto e senza principio di sussidiarietà) e l’irrealismo del pensiero energetico dominante. Bisogna ritornare alla compartecipazione dei soggetti attivi sui mercati, anziché colpirli con regole che non hanno contribuito a formulare.

Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a una gigantesca negazione dei principi del “costituzionalismo dei moderni “su cui Benjamin Constant e Madame de Staël hanno scritto pagine indimenticabili. Quando l’etero-regolazione si combina con l’idea del rifiuto dogmatico dei combustibili fossili, l’impossibilità o l’enorme difficoltà a far retromarcia, diviene una clava socialmente disgregante. Viviamo in tempi di guerra, tutti gli uomini e le donne di buona volontà sperano che finisca, ma per il momento è in corso una corsa al riarmo su scala globale, in grande stile e in tutto il mondo. Non si fa la guerra- e tanto meno una pace fondata sulla deterrenza- senza l’utilizzo di fonti fossili.