Da ogni parte sento voci che criticano, denigrano, screditano, l’Europa. Perfino alcuni nostri raffinati intellettuali parlano dell’Europa come se fosse ormai morta, pronta per essere seppellita. Alla radio ieri mattina ho sentito un uomo usare addirittura la parola «marcia». Ha detto proprio così, L’Europa è marcia, che ci sta a fare? Per prima cosa io chiederei a chi critica e inveisce, di proporre una alternativa. È troppo facile criticare, disprezzare una realtà senza suggerire una possibile alternativa. Altrimenti sono parole al vento. Parole che suonano suicide oltre tutto perché noi siamo l’Europa. Ci abbiamo messo secoli per capire che non dobbiamo scannarci perché abbiamo interessi comuni e radici che si intrecciano nel sottosuolo etico e culturale.
In difesa dell' Europa democratica
Pace e diritti: 450 milioni di persone vivono liberamente lì dove prima erano necessari permessi, passaporti e cambi di denaro







