Sembra che la sinistra detesti gli stranieri che vengono qualche giorno a visitare la Biennale, laddove non ha nulla da obiettare contro quanti si trasferiscono da noi stabilmente

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La vittoria del centro-destra a Venezia si presta a una serie di letture, dato che in campagna elettorale un peso considerevole l'hanno avuto sia il turismo di massa, sia il crescente peso degli immigrati, specie dopo che il Pd ha candidato cittadini originari del Bangladesh che prima del voto hanno tirato in ballo Allah e la fede islamica.Sembra infatti che la sinistra detesti gli stranieri che vengono qualche giorno a visitare la Biennale, laddove non ha nulla da obiettare contro quanti si trasferiscono da noi stabilmente. Il turismo è un fastidio, laddove le immigrazioni di massa sarebbero una benedizione. La destra è invece meno ostile ai visitatori che portano soldi, mentre teme che i "nuovi italiani" possano distruggere le basi stesse della convivenza: specie se nella loro cultura non vi è distinzione tra diritto e precetti religiosi.Siamo dinanzi a un contrasto ideologico, ma c'è anche una contrapposizione sociale.In fondo, quanti visitano la Serenissima rompono le scatole a chi abita nei palazzi antichi, mentre gli asiatici infastidiscono quanti stanno in periferia. La terraferma di Marghera e Mestre, però, ormai pesa ben più della Venezia storica, sempre meno popolosa; e così il candidato della Schlein ha vinto tra quanti abitano nel museo all'area aperta che s'affaccia sul Canal Grande (la Venezia del passato), ma l'ex assessore di Brugnaro ha stravinto nel resto della città.