La vittoria del centrodestra immune alle polemiche su Venezi e Biennale. Il tracollo dei grillini fermi al 2%
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La spallata la prende il "campo largo". La città che per Elly Schlein doveva "mandare a casa" Giorgia Meloni, ridimensiona parecchio le velleità di Pd e compagni. L'exploit ha il sapore democristiano. Simone Venturini, sostenuto da tutto il centrodestra, è trascinato dalla sua civica, che da sola prende il 32%. E che ha il simbolo giallo, il tratto del liberalismo e del moderatismo. "Sono i gialli di Venturini", esulta Alex Bazzaro, ex parlamentare e capogruppo della Lega in Consiglio. Luigi Brugnaro, il sindaco uscente, aveva vinto con uno schema simile ma il suo listone era colorato di fucsia. "Ha costruito una squadra fortissima, con molti amministratori uscenti", chiosa il leghista. In totale, la coalizione supera, e bene, il 52%.È un trionfo sperato ma inaspettato. Buona parte dei sondaggi ha sbagliato previsioni. "Simone Venturini sindaco" - il nome della formazione cittadina - ingloba buona parte dei consensi azzurri e leghisti. Lega e Forza Italia si fermano rispettivamente al 4.7% e al 2.4% ma con questa strategia è fisiologico. Fratelli d'Italia invece conferma il suo ruolo di partito guida del centrodestra e si attesta al 14%. Dall'altra parte, la sinistra si imbatte in una Polesella, il disastro militare del 1500 con cui Venezia perse quasi tutta la flotta navale. L'effetto del voto islamico è minimo. I sette candidati del Partito democratico, tutti originari del Bangladesh, non spostano quanto sperato. I dem comunque tengono botta ma non sfondano la quota del 24%. Va molto peggio ad Avs, che si ferma sotto al 5%. Ma è il Movimento 5 Stelle a franare del tutto, superando a fatica il 2% delle preferenze totali, quasi superato dal 2.40% di Terra e Acqua 2026. Poi Venezia riformista (1.23%), la civica Venezia è tua (.1.20%) e la lista comunista. La gioiosa macchina da guerra versione Andrea Martella, il senatore dem sceso in campo a questa turnata come candidato sindaco, è tutta qui: 38%. Michele Boldrin, liberale indipendente, fa segnare il 3.3%. E pensare che tra il caso Biennale, con la diatriba tra il ministro Alessandro Giuli e il presidente Pietrangelo Buttafuoco, e l'"affaire" Beatrice Venezi (a proposito, a conti fatti forse a Venezia non sarebbe dispiaciuta come direttore musicale de La Fenice), la laguna sembrava destinata a colorarsi di rosso. Segno di come le polemiche, soprattutto quelle strumentali, poco possano contro il pragmatismo e la buona amministrazione. Venturini parla con ilGiornale attorno alle 21.30. Ha aspettato che il risultato si consolidasse in quello che chiama "bunker", casa sua. La vittoria è "la dimostrazione" che quando il centrodestra "candida persone che hanno fatto la gavetta" non ce n'è per nessuno. Le candidature islamiche del Pd, invece, sono state "un danno per l'integrazione che pagheremo anche nei prossimi anni". Certo, c'è l'accento sulla "continuità amministrativa", che gli elettori hanno deciso di premiare. "Il lavoro svolto dalla giunta Brugnaro" ha soddisfatto "gli elettori". Nel tardo pomeriggio, arriva la telefonata della premier Giorgia Meloni. "L'ho già sentita al telefono - annuncia Venturini - le ho detto che l'aspetto a Venezia molto presto. Mi ha fatto i complimenti e mi ha invitato a festeggiare". È una gioia doppia, per il neo sindaco della città lagunare, che ieri ha festeggiato anche il suo anniversario di matrimonio.












