VENEZIA - Ore 15 in punto, si chiudono le urne e si staglia l’exit-poll, con la rappresentazione plastica di una clamorosa vittoria al primo turno per Simone Venturini: una forbice di 47-51%, secondo Opinio Italia/Rai, a fronte di una forchetta di 40-44% per Andrea Martella. Raffaele Speranzon condivide i dati via WhatsApp e alle 15.24 riceve la risposta di Giorgia Meloni: «Sarebbe un miracolo mondiale». Quattro ore e mezza dopo, quando effettivamente i sondaggi si sono trasformati in scrutinio con relativa moltiplicazione dei voti e dei seggi (52,24%....... per il centrodestra, 38,20%.... per il centrosinistra), il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia mette il cellulare in vivavoce e fa sentire la presidente del Consiglio a tutta la Galleria Matteotti. Ma soprattutto al nuovo sindaco di Venezia, che in camicia e cravatta arriva a piedi dalla biblioteca Vez insieme al governatore Alberto Stefani, sfidando la calura per ricevere i complimenti telefonici della premier: «Sono molto contenta, davvero. Aspettami assolutamente, vengo a trovarti». Dice lui: «Venezia conta molto sul tuo aiuto». Replica lei: «Lo so, ci saremo, puoi contare su di noi. Intanto congratulazioni sincere per questo risultato bellissimo». Il neo-inquilino di Ca’ Farsetti vorrebbe quasi concludere la chiamata: «Grazie di cuore, a prestissimo». Ma la numero uno di Palazzo Chigi ormai è in chiacchiera: «Oggi festeggiate però, poi domani si ricomincia. È il tuo anniversario di matrimonio? Allora a maggior ragione, anche per rispetto della signora». I due concordano, evocando la first lady Carolina: «Una santa...».