Roma, 25 maggio 2026 – La vera scossa arriva da Venezia. Se l’asse progressista, cullato dai sondaggi e forte di un campo larghissimo, non avesse dato per scontata la vittoria, il contraccolpo psicologico sarebbe stato meno pesante. Invece Simone Venturini, già braccio destro di Brugnaro, ha stracciato il candidato del Pd Andrea Martella, conquistando al primo turno la piazza più ambita tra i 748 comuni al voto. Così, dietro i formali auguri istituzionali ai neosindaci, Giorgia Meloni può godersi la rivincita e piazzare la stoccata: “E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani”.

Exploit Venezia: “Miracolo mondiale”

In privato, racconta il coordinatore veneto di FdI Raffaele Speranzon, la reazione era stata ben più fragorosa: “Mi ha chiamato dicendomi che se vinciamo Venezia al primo turno, è un miracolo mondiale”. E in effetti Venturini, trascinando la sua lista oltre il 30%, il miracolo – se non mondiale perlomeno locale – lo ha fatto davvero.

Merito del radicamento sul territorio, del peso dell’immigrazione (legato alla detestata ipotesi di una moschea a Mestre) o della grave sottovalutazione degli avversari.

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