Il centrodestra che conquista Reggio Calabria al primo turno ed è in netto vantaggio a Venezia fa tirare un sospiro di sollievo a Giorgia Meloni e ai suoi alleati. Il campo largo perennemente allo stato nascente di Elly Schlein e Giuseppe Conte assiste inerme al trionfo di Vincenzo De Luca a Salerno e di Mirello Crisafulli a Enna, che hanno corso senza neppure il simbolo del Pd, e torna guardingo. I risultati delle amministrative del 24 e 25 maggio, che hanno coinvolto oltre 700 Comuni e chiamato al voto 6,6 milioni di italiani, sembrano non risentire dell’effetto referendum. E per la sinistra la strada verso le elezioni politiche appare in salita: un libro tutto ancora da scrivere. Con la premier che ironizza: «E anche oggi il tanto annunciato crollo del centrodestra lo annunciamo domani».Reggio Calabria, vince l’azzurro Cannizzaro sostenuto anche da AzioneL’esito più confortante per la maggioranza arriva da Reggio Calabria, strappata al centrosinistra dopo undici anni grazie al candidato del centrodestra, il parlamentare di Forza Italia Francesco Cannizzaro, detto Ciccio, che si è affermato con una percentuale vicina al 70% sul rivale Domenico Battaglia, il sindaco facente funzioni dopo l’elezione di Giuseppe Falcomatà al consiglio regionale. Se Cannizzaro è stato sostenuto anche dai calendiani di Azione e potrà lavorare in stretto raccordo con il governatore Roberto Occhiuto, anche lui di Fi, Battaglia è stato supportato dal centrosinistra senza il M5S, che non ha presentato neanche una lista. La vittoria del primo era nell’aria: a Reggio per lui sono sfilati ministri e big nazionali. Per Battaglia il deserto.A Venezia il dem Andrea Martella non sfondaDeludente, per il centrosinistra, anche il risultato veneziano. Il sogno del ribaltone al primo turno trainato dal senatore del Pd Andrea Martella si è infranto contro la realtà, che sembra premiare la continuità con Simone Venturini, il 38enne che dal 2015 è assessore alla Coesione, Sviluppo economico, Infrastrutture, Lavoro e Turismo nella Giunta del sindaco uscente Luigi Brugnaro. Venturini ha esordito in politica giovanissimo con l’Udc, ha attraversato lo scoutismo e l’associazionismo cattolico. Sua, con Brugnaro, la scommessa sul ticket per entrare a Venezia che Martella ha proposto di abrogare. Sua, soprattutto, la lista che sembrerebbe aver superato il 30% con una Lega ridotta sotto il 5 per cento. Secondo quanto riferito dal senatore Fdi Raffaele Speranzon, per la premier la vittoria al primo turno, se dovesse concretizzarsi, sarebbe «un miracolo mondiale».Il campo largo vince a Prato e PistoiaIl campo largo stravince, invece, a Prato con Matteo Biffoni, che era stato il sindaco Pd della città per dieci anni per poi lo scorso ottobre fare il “salto” in Consiglio regionale con oltre 22mila preferenze, record assoluto nella storia della Toscana. È tornato a correre dopo le dimissioni della sindaca dem Ilaria Bugetti, travolta da un’inchiesta per corruzione. Altra vittoria del campo largo si registra a Pistoia, sottratta al centrodestra grazie a Giovanni Capecchi, professore universitario e profilo civico uscito vincitore dalle primarie di coalizione,Tornano i “cacicchi”: De Luca a Salerno, Crisafulli a EnnaMa è Vincenzo De Luca che torna sindaco di Salerno dopo 33 anni a fare più notizia: eletto per la quinta volta (la prima era stata nel 1993), l’ex governatore si è affermato su sette rivali sostenuto da sette liste. Qui di campo largo non c’è neanche l’ombra: non solo De Luca si è candidato senza il simbolo del Pd (nonostante suo figlio Piero sia segretario regionale), ma M5S e Avs avevano presentato Franco Massimo Lanocita. Senza il simbolo dem ha corso a Enna un altro “cacicco”: Mirello Crisafulli, storico “barone rosso” che ha conquistato intorno al 60% dei voti.
Il centrodestra strappa Reggio Calabria e tiene Venezia: la rivincita dopo il referendum
Il campo largo arranca. Aperta la partita per le politiche. La spinta di Meloni sulla legge elettorale










