Strappare più sindaci possibile all'avversario. Nel bilancio della tornata di domenica e lunedì, con quasi 750 comuni al voto, peseranno soprattutto i ribaltoni. Due sfide saranno emblematiche: Venezia, ora guidata dal centrodestra, e Reggio Calabria, attualmente di centrosinistra. Sono quelle le città scelte da molti big nazionali, dalla segretaria Pd Elly Schlein al leader della Lega Matteo Salvini, per le ultime miglia di campagna elettorale.
A poche ore dall'apertura delle urne, nel dibattito si sono infiltrate anche polemiche nazionali. Come quella sui migranti, tema sempre più battuto dopo i fatti di Modena. "Abbiamo un problema di decrescita nell'ambito demografico - ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani - Se facciamo più figli poi possiamo anche dire: bene, riduciamo il numero dei migranti regolari che vengono a lavorare nelle nostre imprese. Più c'è denatalità, più abbiamo bisogno di lavoratori stranieri". Un'analisi bocciata dal Pd: "La questione della denatalità in Italia è complessa e non ne usciamo" con la ricetta del "ministro Tajani - ha detto il capogruppo al Senato, Francesco Boccia - Servono politiche serie per sostenere le donne e i giovani e serve più Europa. E certamente serve più immigrazione regolare. Perché l'emergenza demografica porta anche problemi di occupazione e di innovazione. Sono tutte questioni per le quali il governo Meloni ha fatto poco e male". In ottica elezioni comunali, è il tempo delle scintille finali. Uno dei ring più osservati è quello di Venezia. Dopo la tappa di martedì del presidente M5s Giuseppe Conte e di giovedì del presidente Iv Matteo Renzi, nelle ultime ore di campagna arriveranno a Mestre sia Angelo Bonelli per Avs, atteso nel pomeriggio, sia Schlein, per un'iniziativa in programma qualche ora più tardi. Il loro candidato è il senatore Pd Andrea Martella, sostenuto da un campo larghissimo: va dai riformisti a Rifondazione. L'obiettivo è strappare il Comune al centrodestra, che schiera Simone Venturini, assessore nella giunta del sindaco uscente Luigi Brugnaro.








