L'Assemblea Generale ha dato seguito al parere emesso lo scorso anno dalla Corte internazionale di giustizia. Contrari otto Paesi, tra cui Usa e Russia
I governi di tutto il mondo hanno l’obbligo legale, non solo morale, di contrastare l’avanzata dei cambiamenti climatici e agire per abbattere le emissioni di gas serra. Il primo verdetto era arrivato a luglio dello scorso anno dalla Corte internazionale di giustizia. Ora, l’autorevolezza di quel parere è stata messa nero su bianco dall’Assemblea Generale dell’Onu, che nelle scorse ore ha approvato una proposta di risoluzione presentata da Vanuatu, uno Stato insulare di 300mila abitanti situato a est dell’Australia e al primo posto della classifica mondiale degli Stati più a rischio proprio a causa dei cambiamenti climatici.
Lo storico verdetto dell’Aia e la risoluzione Onu
La risoluzione, elaborata da un gruppo di studenti di Vanuatu, accoglie il parere consultivo espresso dalla Corte internazionale di giustizia a luglio del 2025, ne accoglie le conclusioni e punta a tradurle in un percorso politico concreto per fermare il riscaldamento globale. Affinché ciò avvenga, l’Onu incoraggia gli Stati a rispettare gli obblighi in materia di cambiamento climatico ai sensi del diritto internazionale, agendo di conseguenza. Insomma, nessun nuovo obbligo per i governi. Piuttosto, un riconoscimento delle conclusioni a cui è giunta la Corte internazionale di giustizia.










