L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che sostiene e dà attuazione al parere della Corte internazionale di giustizia secondo cui i Paesi hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico

Con 141 voti favorevoli, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una storica risoluzione che rafforza il parere consultivo emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) nel luglio del 2025, secondo cui gli Stati hanno il dovere di proteggere il clima e l’ambiente dalle emissioni di gas serra.

Un passaggio che potrebbe segnare una svolta nel diritto internazionale climatico e aprire la strada a nuove azioni legali contro i governi e le industrie fossili e dietro cui c’è soprattutto il lavoro diplomatico di Vanuatu, piccolo Stato insulare del Pacifico tra i più vulnerabili all’innalzamento del livello del mare e agli eventi climatici estremi. Da anni il Paese guida una battaglia internazionale per ottenere il riconoscimento delle responsabilità legali degli Stati rispetto alla crisi climatica.

La risoluzione è stata adottata dopo negoziati intensi e diversi tentativi di emendamento. A votare contro sono stati Bielorussia, Iran, Israele, Liberia, Russia, Arabia Saudita, Stati Uniti e Yemen. Ventotto i Paesi astenuti.