L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato con 141 voti a favore, 8 contrari e 28 astenuti l’adozione di una risoluzione che sostiene il parere della Corte internazionale di giustizia secondo cui i paesi hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico. Da notare in particolare due fattori. Il primo: tra la manciata di paesi che hanno votato contro figurano gli Stati Uniti, il più grande emettitore storico al mondo di gas serra. Il secondo elemento da menzionare è che l’Italia ha cosponsorizzato la risoluzione (prima del voto si erano già espressi in tal senso, tra gli Stati Ue, Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia). Come racconta a Greenreport l’Inviato speciale per il cambiamento climatico, Francesco Corvaro, «l’Italia ha lavorato forte non solo per approvare, ma anche per cosponsorizzare la risoluzione». Una scelta importante per il nostro Paese, non assunta invece da due nazioni che solitamente vengono prese ad esempio su tali questioni come il Regno Unito e l’Australia, che tra le altre cose è la presidente della Cop31 del prossimo autunno.
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha affermato che il voto ha evidenziato che i governi sono responsabili della protezione dei cittadini dalla «crisi climatica in continua escalation»: «Accolgo con favore l’adozione della risoluzione dell’Assemblea generale sul parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (Icj) in materia di cambiamenti climatici: una forte affermazione del diritto internazionale, della giustizia climatica, della scienza e della responsabilità degli Stati di proteggere le persone dall’aggravarsi della crisi climatica”, ha dichiarato in un post su X.










