HomeMonza BrianzaCronacaIl processo alla ’ndrangheta. Chieste 6 condanne fino a 15 anniL’accusa di gestire la rete mafiosa dal Paper Market di Correzzana. Perizia medica su Michele OppedisanoL’accusa di gestire la rete mafiosa dal Paper Market di Correzzana. Perizia medica su Michele OppedisanoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciChieste 6 condanne fino a 15 anni di reclusione, ma non per l’imputato principale, Michele Oppedisano, che verrà sottoposto a una perizia per valutare eventuali problemi neurologici che ne avrebbero minato le capacità. A presentarle le pm della Procura della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Paola Biondolillo e Sara Ombra, nella loro requisitoria al processo al Tribunale di Monza sulla presunta rete mafiosa del Comasco che si riuniva nei locali del supermercatino Paper Market di Correzzana, sgominata con gli arresti nel 2021.

Al dibattimento, dove si è costituita parte civile WikiMafia, la prima e più grande enciclopedia sulle mafie, fondata a Milano nel 2012, sono imputati Michele Oppedisano, 56 anni, residente a Bosisio Parini in provincia di Lecco, nipote di Domenico Oppedisano, “capo crimine della ‘ndrangheta” in Calabria e ritenuto a sua volta boss della cosca Pesce e affiliato alla locale di ‘ndrangheta di Erba, provincia di Como. Michele Oppedisano, già condannato per l’inchiesta Infinito del 2010, è imputato a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di beni e valori e appropriazione indebita, nonché bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio insieme ad altri 6 imputati: suo figlio Pasquale, per cui è stata chiesta la condanna a 15 anni di reclusione, mentre 7 anni sono stati chiesti per Michele Cutrì e Vincenzo Papasidero, 5 anni e mezzo per Santo Paviglianiti, 4 anni per Aldo Bosina (accusato di autoriciclaggio e già condannato per traffico illecito di rifiuti come amministratore di fatto della ‘Ipb Italia’, società che gestiva il capannone di via Chiasserini, a Milano, andato a fuoco il 14 ottobre 2018 con un vasto incendio durato per giorni) e 3 anni per Massimo Fedele. "L’associazione aveva base logistica e operativa al Paper Market di Correzzana, dove avvenivano le riunioni per coordinare le attività illecite e richiamare le persone che non stavano agli ordini", hanno sostenuto le pm, secondo cui questo processo "ha aggiunto un tassello per la comprensione del fenomeno mafioso al Nord" e rappresenta "un filo rosso con l’inchiesta Infinito". "Era un sodalizio mafioso che spaziava dalle estorsioni al reinvestimento dei capitali illeciti per cui poteva contare su una fitta rete di professionisti come prestanome", la tesi della pubblica accusa. Nel mirino presunte "strategie di infiltrazione nel tessuto economico-imprenditoriale" in Lombardia da parte dei clan e casi di "protezione-estorsione" su "un gruppo di promotori finanziari". "Ti taglio la testa e te la faccio trovare davanti a casa di tua madre attaccata davanti al cancello", era una delle minacce.