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S’è concluso nel primo pomeriggio di ieri il processo d’appello Market Place, l’operazione sul maxi traffico di droga al rione Giostra, portato alla luce nel 2021 da un’indagine della Squadra Mobile coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Alla sbarra c’erano i diciassette imputati condannati in primo grado. La prescrizione ha “azzerato” otto condanne, mentre altre nove restano in piedi, sei ridotte e tre confermate. A decidere tutto la sezione penale della corte d'appello presieduta dalla giudice Katia Mangano. Per l'accusa nel dicembre scorso il sostituto pg Giuseppe Costa aveva sollecitato ai giudici il mantenimento integrale della decisione di primo grado. Condanne ridotte per Davide Puleo (10 anni e 6 mesi), Alessandro Ragonese (11 anni), Santo Pizzi (5 anni), Samuel Alessandro Urbino (10 anni e 6 mesi), Antonino Stracuzzi (11 anni e 6 mesi) e Melania Gallo (un anno e 6 mesi, concessione delle attenuanti generiche e sospensione della pena).
Rispetto al primo grado confermate tre condanne a Antonio Bonanno, Veronica Vinci e Luigi Vinci. La prescrizione di tutti i reati a loro carico è stata dichiarata invece per Joachim Maximilian Attardi, Alessandro Bombaci, Marco Fazio, Carmelino Ingemi, Massimo Ingemi, Marco Trimboli, Luigi Vinci, Antonio Ardizzone e Santo Giannino.L’operazione Market Place è scattata nel 2021. All’epoca furono eseguiti 39 arresti , alcuni in carcere e altri ai domiciliari e furono eseguiti anche 13 obblighi di firma, oltre a sequestri di appartamenti e garage-cantine, auto, moto e altre utilità economiche. Nel rione di Giostra, che un collaboratore di giustizia aveva definito “la Scampia di Messina” in alcune palazzine di via Seminario Estivo, gli investigatori fecero emergere un impressionante traffico di sostanze stupefacenti. Secondo quanto emerse dalle indagini della Mobile c’erano due organizzazioni capaci di movimentare grosse quantità di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, hashish e skunk) e di gestire una capillare distribuzione delle droghe, attraverso numerosi pusher, sia in città che in provincia. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali e le immagini delle telecamere di sorveglianza fecero emergere una vera e propria «centrale dello spaccio» localizzata nel plesso di case popolari di via Seminario Estivo. Un solo dato significativo: tra il 2016 e il 2017 i gruppi monitorati “collezionarono” ben 1062 capi d’imputazione, che per la totalità erano acquisti e cessioni di droga di tutti i tipi e di tutti i prezzi.















