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8 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 22:08 del 8 Luglio
Quindici assoluzioni, cinque prescrizioni e 2 condanne: Antonino Alvaro e Cristian Fotrunato Costantino, ai quali sono stati inflitti rispettivamente 10 anni e 7 anni di carcere per associazione a delinquere aggravata dal favoreggiamento alla ‘ndrangheta. Si è concluso così, davanti al Tribunale di Reggio Calabria, il processo “Gambling” che nel 2015 aveva portato all’arresto di 41 persone nell’ambito di un’inchiesta sull’infiltrazione della ‘ndrangheta nel gioco online.
La Dda, che all’epoca aveva sequestrato aziende per 2 miliardi di euro, aveva indagato una presunta organizzazione con proiezione transnazionale che si è servita di società estere di diritto maltese per esercitare abusivamente l’attività di gioco e delle scommesse in Italia. Al netto delle condanne ai soli due imputati per i quali il Tribunale ha riconosciuto un collegamento con le cosche, l’impianto accusatorio è stato ridimensionato dopo il processo di primo grado. E questo nonostante uno dei principali indagati, Mario Gennaro, dopo l’arresto abbia scelto di collaborare con la giustizia rendendo dichiarazioni che avevano avallato i sospetti dei magistrati.






