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26 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 21:25
Il Tribunale di Reggio Calabria ha escluso l’aggravante mafiosa per i 12 imputati che sono stati condannati nel processo “Inter Nos” che, nell’agosto 2021, aveva portato all’arresto di 17 persone tra cui l’ex consigliere regionale Nicola Paris, finito ai domiciliari con l’accusa di corruzione e oggi assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”. Il processo è nato da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti della sanità reggina.
In attesa delle motivazioni, che saranno depositate entro 90 giorni, il processo di primo grado e le condanne rimediate da un gruppo di imprenditori hanno confermato alcune irregolarità negli appalti dell’Asp di Reggio Calabria ma i giudici hanno escluso che nelle gare attenzionate dalla guardia di finanza ci sia stato un interessamento delle cosche. La pena più pesante (6 anni e 6 mesi di reclusione) è stata inflitta ad Antonino Chilà. Sono stati condannati anche gli imprenditori Domenico Chilà (5 anni e 6 mesi), Giovanni Lauro (5 anni), Angelo Zaccuri (5 anni), Bruno Martorano (5 anni), Antonio Costantino (5 anni), Lorenzo Delfino (4 anni e 6 mesi), Sergio Piccolo (4 anni e 6 mesi), Gianluca Valente (4 anni e 6 mesi). Per il Tribunale, inoltre, sono colpevoli pure alcuni dipendenti dell’Asp: il direttore dell’ufficio Acquisizione beni e servizi Nicola Calabrò (5 anni di carcere), il collaboratore amministrativo esperto Francesco Macheda (5 anni) e la funzionaria Filomena Ambrogio (3 anni e 6 mesi).






