PADOVA - Nel difendersi per quaranta minuti dall'accusa di violenza sessuale aggravata su sette minorenni che venerdì mattina lo ha portato agli arresti domiciliari, Francesco Saviane, ex docente di religione al Barbarigo, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari, Laura Alcaro, di lasciare la canonica della parrocchia di San Lorenzo di Albignasego, dove abitava dal 2023 e da dove ha eletto domicilio per la misura cautelare disposta su richiesta del sostituto procuratore Sergio Dini ed eseguita dalla Squadra mobile. Lo ha fatto per il grande clamore che ha suscitato la notizia del suo arresto e per le proteste che ne sono susseguite, con i genitori dei suoi ex alunni che da domenica chiamano il centralino della questura e quelli dei bambini iscritti al nido parrocchiale che sono, di fatto, in rivolta per la presenza dell'ex professore di religione e animatore ed educatore in diversi centri e società della provincia a pochi metri dai loro figli.
Un nuovo indirizzo Per ottenere il trasferimento e sfuggire alle pressioni mediatiche di questi giorni Saviane, assistito ieri mattina dal suo avvocato, il penalista Ernesto De Toni, ha comunicato al giudice l'indirizzo di un nuovo domicilio dove scontare gli arresti domiciliari: «Non c'è motivo per un aggravio della misura cautelare (il carcere, alternativa se non si fosse trovata un'altra casa, ndr) - ha spiegato l'avvocato De Toni all'esterno del tribunale, a udienza terminata - il pubblico ministero aveva chiesto i domiciliari e la richiesta era stata accolta dal giudice. Noi non abbiamo chiesto una sostituzione della misura più favorevole a lui, abbiamo soltanto fatto presente che abbiamo la disponibilità di altri luoghi». Ora toccherà al giudice, dopo il parere della procura, decidere se accogliere la proposta dell'ex insegnante di religione e, di fatto, trasferirlo per evitargli la gogna.La situazione Nel suo interrogatorio di garanzia, Francesco Saviane ha parlato anche della sua situazione personale di questi giorni. «Sono molto provato e in difficoltà - ha detto l'ex professore al gip Alcaro - in questi giorni mi è caduto il mondo addosso e non pensavo che si potesse arrivare a delle denunce contro di me». Un'altalena di sensazioni cominciata attorno alle 13 di venerdì con gli agenti della Squadra mobile che bussano in canonica per comunicargli l'arresto e con l'accelerata di domenica mattina quando la notizia viene pubblicata da Il Gazzettino. Ed è proprio la reazione dell'opinione pubblica, con la parrocchia di San Lorenzo di Albignasego in ebollizione, ad aver sorpreso il 37enne di origine trevigiane: «Sono molto colpito dall'attenzione che sta avendo questa vicenda. Sono comunque fiducioso di poter dimostrare che quello che è stato denunciato, è stato male interpretato o non sussiste», ha affermato nel corso dell'udienza di ieri mattina in tribunale. Il resto del suo stato d'animo è ancora l'avvocato De Toni a descriverlo: «Il mio assistito, che non sta attraversando un momento facile ha puntualizzato il penalista padovano ha ricevuto, per quanto gli sia possibile dal momento che non può avere contatti con nessuno, la solidarietà e la vicinanza delle persone che lo conoscono e questo lo gratifica molto».La vicenda Le indagini sono iniziate ai primi di marzo quando, dopo il viaggio di un minore a Firenze, l'adolescente aveva raccontato ad un suo professore di aver subito dei palpeggiamenti nelle parti intime da parte di Saviane, il quale si era introdotto di notte nel suo letto. Da quel racconto gli agenti della Mobile sono tornati indietro, ricostruendo come siano stati sette i ragazzini abusati (cinque maschi e due femmine), tutti minorenni, e fissando i primi episodi nel 2017. Per riannodare i fili, la Questura ha sentito oltre cinquanta testimoni, adulti e ragazzini, e sono stati analizzati i telefoni e le chat degli adolescenti: lì dove loro si raccontavano degli abusi dell'ex docente.















