Si è svolto oggi 19 maggio l'interrogatorio di garanzia ai carico del 37enne ex professore di religione che da venerdì scorso si trova agli arresti domiciliari in una canonica della cintura urbana di Padova con la pesante accusa di violenza sessuale su minore. Nello specifico gli investigatori della Squadra Mobile della città del Santo avrebbero portato alla luce sette episodi di violenza. L'ex animatore, persona molto apprezzata nel panorama giovanile provinciale, che sulla sua bacheca Facebook postava foto scattate durante le udienze dal Papa, secondo l'accusa avrebbe commesso reati gravissimi ai danni di giovani che il lui vedevano un punto di riferimento assoluto, senza sapere che dietro i suoi modi affabili si sarebbe nascosto un "orco".Davanti al gip di Padova il 37enne, difeso dall'avvocato Ernesto De Toni, non si è tirato indietro e ha raccontato la sua verità. Si è detto pronto e disponibile ad ogni tipo di accertamento ma allo stesso tempo ha negato ogni addebito che gli è stato accollato. Originario della provincia di Treviso l'uomo 37enne era finito nei guai lo scorso marzo quando la prima vittima ha raccontato delle presunte molestie subite. Talmente circostanziate che la Squadra Mobile ha deciso di approfondire nei dettagli. Di qui si è aperto il classico "vaso di Pandora" che avrebbe evidenziato almeno sette abusi a suo carico, tutti ai danni di adolescenti, sia maschi che femmine, oggetto di attenzioni non gradite che avrebbero portato a trasformare in un incubo le rispettive vite. Dopo l'interrogatorio l'avvocato difensore ha ammesso come il suo assistito sia molto provato da questa vicenda ma esiste anche la volontà concreta di dimostrare la sua innocenza.Il sacerdote della cintura urbana che ha deciso di ospitare il 37enne a scontare la pena dei domiciliari è adesso nell'occhio del ciclone dell'intera comunità che, in maggioranza, non sarebbe d'accordo con il fatto che una persona accusata di reati gravi possa vivere a stretto contatto con i giovani del quartiere che frequentano la parrocchia. In tal senso con una nota della Diocesi, il vescovo Claudio Cipolla ha preso le distanze dal prelato riferendo che la decisione di ospitarlo è una scelta individuale e non dettata da richieste provenute dall'alto. Gli investigatori della Squadra Mobile sono al corrente del fatto che già da mesi l'imputato sarebbe stato oggetto di un'indagine interna da parte della Diocesi che si era conclusa con l'allontanamento del 37enne dall'insegnamento della religione. «»
Accusato di violenza sessuale ai danni di minori: «Dimostrerò la mia innocenza»
Oggi 19 maggio il 37enne ex professore di religione originario di Treviso è stato ascoltato dal giudice. Difeso dall'avvocato Ernesto De Toni ha negato qualsiasi addebito. Al momento sono sette gli episodi che gli vengono contestati










